Savona, Enpa chiede la riapertura delle aree canine e l’accesso alle colonie feline

"l’accesso alle aree canine ridurrebbe i contatti tra persone con cani e quelle senza, migliorando il distanziamento sociale e quindi gli scopi di prevenzione sanitaria dell’ordinanza"

un cane e un gatto

Savona | La Protezione Animali ha chiesto al Sindaco di Savona di modificare l’ordinanza del 7 aprile sull’emergenza coronavirus e riaprire, con le dovute cautele e restrizioni, le non poche aree canine che si trovano entro i parchi ed i giardini pubblici.

L’ordinanza, ricordano i volontari dell’Enpa, “ha infatti proibito ogni accesso a parchi e giardini, comprese le aree cani, costringendo così i residenti vicini a non potervi più portare i cani, dirottandoli verso le strade cittadine; Enpa ha fatto osservare che riconsentire invece l’accesso alle aree canine ridurrebbe i contatti tra persone con cani e quelle senza, migliorando il distanziamento sociale e quindi gli scopi di prevenzione sanitaria dell’ordinanza”.

Enpa ha inoltre chiesto al Sindaco di chiarire al personale di vigilanza che la circolare ministeriale del 12 marzo sulla veterinaria elenca, tra le attività non differibili, la cura dei gatti delle colonie feline libere; in città vi sono diversi gruppi di gatti che vivono costantemente all’interno di parchi e giardini, dai quali molti soggetti non sono in grado di uscire per anzianità e ridotta deambulazione; e che necessitano quindi che chi li sfama possa transitare all’interno dei parchi per raggiungerli, naturalmente nel totale rispetto delle norme sul coronavirus (percorsi minimi, accesso rapido e diretto alle mangiatoie, rispetto delle distanze interpersonali, guanti, mascherine, etc.).