Ospedale di Albenga, proroga per ortopedia, i commenti in Regione Liguria

Viale: “non era necessario nessun 'piano B' in quanto questa è stata la naturale soluzione"; Lunardon e Righello: “un tira e molla dell’ultimo minuto”; Melis: “per l'ospedale di Albenga è stato scelto un 'coma farmacologico'”

Ospedale Albenga

Genova / Albenga| La Regione ha chiesto alla società Policlinico di Monza S.p.A di prorogare l’attività dell’Ortopedia di Albenga; Regione Liguria e A.Li.SA hanno dato mandato al commissario straordinario di Asl 2 di prorogare l’attività del servizio in essere per sei mesi, a decorrere dal 23 febbraio. A detta della vicepresidente e assessore alla sanità Sonia Viale “non era necessario nessun ‘piano B’ in quanto questa è stata la naturale soluzione, a seguito della presentazione del ricorso, di cui abbiamo avuto ufficiale notifica 48 ore fa. Nella lettera inviata tempestivamente da Regione – conclude Viale – era stato richiesto di prorogare il servizio per assicurarne la continuità e di revocare la procedura di mobilità del personale per non disperdere le professionalità esistenti nella struttura”.

Secondo i consiglieri regionali del Pd ligure Giovanni Lunardon e Mauro Righello si tratta però di “un tira e molla dell’ultimo minuto – la proroga precedente scade domani – che dimostra tutta la fragilità della programmazione ospedaliera di questa Giunta Toti-Viale”. “La situazione non può più andare avanti così, a suon di proroghe, perché nel mezzo ci sono le vite dei pazienti e del personale, che ancora non sa su quali garanzie possa contare. La proroga, inoltre, non risolve i tanti problemi dell’ospedale di Albenga, che in questa fase di incertezza deve fare i conti con sale operatorie chiuse e interventi programmati rinviati. Questa situazione di caos è frutto di un processo di privatizzazione sbagliato e mal gestito, contro il quale il Partito Democratico si è sempre battuto” concludono i consiglieri regionali del Pd.

Sulla questione critiche anche dal consigliere regionale M5S Andrea Melis: “è chiaro che questo modus operandi, come abbiamo più volte denunciato, stia portando l’ospedale di Albenga ad un continuo impoverimento. La scarsa focalizzazione su specifici reparti di eccellenza ed il potenziamento degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, non può che portare ad una riduzione del servizio offerto. Dove non assistiamo solamente a un problema occupazionale, naturale conseguenza di un affidamento a società private di servizi sanitari, ma anche a una scarsa gestione e pianificazione sanitaria, dove la parola d’ordine sembra essere ‘privatizzare’ a tutti costi anziché ‘migliorare la gestione pubblica già in essere’, si finisce cosi con il penalizzare la Sanità ligure, cui stanno venendo a mancare gare anche le certezze che le strutture ospedaliere siano messe nelle condizioni di programmare le attività”.

Andrea Melis

Per il consigliere Melis “In questo momento, poi, per l’ospedale di Albenga è stato scelto un ‘coma farmacologico’: attenzione però, perché il rischio qui è che la situazione da reversibile diventi irreversibile. Un nosocomio vive infatti anche di appeal e di capacità di attrarre pazienti che, per curarsi – e il caso di ortopedia e traumatologia ne è un chiaro esempio tra i tanti -, lo scelgono proprio perché non solo vi operano chirurghi capaci e riconosciuti ma anche con continuità e programmazione”. “Se questo appeal viene via via ostacolato o, ancora peggio, negato ne va da sé che quel nosocomio è destinato a impoverirsi sempre più. Ed è esattamente quello che sta accadendo agli ospedali sia di Albenga che di Cairo: il centrodestra, lentamente ma inesorabilmente, sta staccando la spina al servizio pubblico. E come abbiamo più volte denunciato in Consiglio regionale, questa è una scelta sbagliata e dannosa, a causa della quale a pagare saranno i cittadini”, conclude Melis.