Regionali 2020 Liguria, Linea Condivisa: “Ambiente, le nostre 10 proposte”

"La proposta è frutto di un lungo percorso di elaborazione che Linea Condivisa ha intrapreso attraverso un dialogo trasversale, con associazioni, ordini professionali, esperti del settore, docenti universitari, figure di riferimento nell’ambito delle aree marine e dei parchi”

Presentazione in Regione Liguria di Linea Condivisa

Genova | Linea Condivisa presenta i suoi obiettivi programmatici per l’ambiente, in vista delle elezioni regionali 2020. “10 punti concreti e attuabili, che potranno essere avviati già all’inizio della prossima legislatura in grado di cambiare la strategia della Regione. La proposta è frutto di un lungo percorso di elaborazione che Linea Condivisa ha intrapreso attraverso un dialogo trasversale, con associazioni, ordini professionali, esperti del settore, docenti universitari, figure di riferimento nell’ambito delle aree marine e dei parchi”. Il pacchetto delle proposte sarà presentato con un’iniziativa pubblica, in programma nelle prossime settimane.

«Da tempo vediamo Toti e la sua maggioranza inseguire le tematiche ambientali, più per moda che per vera convinzione. Tant’è che non sono mai andati oltre la retorica. Nessuna vera azione preventiva, nessun disegno programmatorio, nessun atto legislativo che si ponga davvero a salvaguardia del patrimonio naturale ligure. Al contrario, il centrodestra ha continuato ad accanirsi contro i parchi, addirittura con il tentativo maldestro di ridurre alcune aree protette. Eppure le ragioni per agire subito sono sotto gli occhi di tutti: lo dimostrano le calamità che colpiscono la Liguria con frequenza in costante aumento e con danni sempre più ingenti – dichiarano il capogruppo Gianni Pastorino, il consigliere Francesco Battistini e la referente del gruppo ambiente Rossella D’Acqui».

«Linea Condivisa ha un approccio differente. Riteniamo che la questione ambientale abbia un impatto su tutti i cittadini. Per questo abbiamo lavorato con un approccio inclusivo, dialogando davvero con tutti, da “Fridays for Future” a Federcaccia. E abbiamo individuato priorità comuni, che tutti condividono: la Liguria deve risorgere, senza dubbio, ma invertendo l’approccio fin qui adottando – spiegano Pastorino, Battistini e D’Acqui -. Promuovere la prevenzione, anziché intervenire a disastro avvenuto. Guardare al lungo periodo: Solo così si potrà mettere in sicurezza il territorio, contenendo la spesa pubblica ma generando anche una nuova economia, basata su filiere tutt’ora non adeguatamente valorizzate. In questo la Regione ha un ruolo centrale e può fare la differenza, ma servono serietà e competenze reali».

«Stiamo vivendo l’emergenza del cambiamento climatico, in tutta la sua cruda realtà. Mai come oggi è necessario cambiare passo, utilizzare al meglio le risorse economiche, tecniche e intellettuali disponibili. Sapendo che le emergenze non finiranno. Ci sono, ci saranno e andranno affrontate. Ciò potrà avvenire solo attraverso una pianificazione che parta da una visione complessiva chiara della Liguria, delle sue fragilità ma soprattutto del suo potenziale».

Fra i punti in primo piano: la messa in sicurezza del territorio, prevedendo norme specifiche sull’erosione del suolo, l’attivazione dei piani di bacino e la creazione di piani di emergenza conosciuti e condivisi; il potenziamento della rete dei parchi, creando servizi unificati che siano anche al servizio degli enti locali; sostegno alle aree dell’entroterra, anche mediante l’avvio di nuove filiere e distretti correlati; giro di vite alla plastica, con il rilancio della nostra proposta di legge (la prima, fra quelle depositate nell’attuale legislatura) per una regione plastic-free; contrasto assoluto alle eco-mafie.

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