Nuova emergenza ligure, le proposte del PD

“In questo momento difficile per il nostro territorio chiediamo al Governo di mettere in atto una serie di azioni per rompere l’isolamento di Genova e della Liguria”

bandiere del Partito Democratico

Savona / Genova | Il Gruppo PD in Regione Liguria e nel comune di Genova, insieme alla segreteria regionale e locale del partito hanno elaborato alcune linee di indirizzo per intervenire sullo stato di crisi. “In questo momento difficile per il nostro territorio – scrivono in una nota congiunta – chiediamo al Governo di mettere in atto una serie di azioni per rompere l’isolamento di Genova e della Liguria. È evidente che siamo di fronte a una questione di grande rilievo nazionale. Era già tale un anno fa con il crollo del Ponte e adesso si è aggravata con i fatti che hanno coinvolto la A6 e la A26. Per questo chiediamo all’Esecutivo di assumere decisioni tempestive, come sta facendo, e di coordinare direttamente questa nuova emergenza”. A loro parere, questi i punti prioritari:

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1) Unità di missione e piano straordinario. «Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio, fatto dal Ministro De Micheli ieri in Prefettura a Savona, di un piano straordinario per la Liguria contro il dissesto idrogeologico e per la manutenzione e il potenziamento della rete infrastrutturale. Adesso bisogna accelerare i tempi per metterlo in atto. Serve da subito una unità di missione del Governo decentrata in Liguria che si occupi da domani di coordinare gli interventi sulla mobilità e le infrastrutture nell’emergenza e in futuro di attuare il piano straordinario».

2) Tagliando Decreto Genova. «È necessario fare un tagliando al Decreto Genova già nella Legge di Bilancio, verificando con rigore quanto è stato speso e soprattutto quanto non è stato speso delle risorse inserite in quel Decreto. Sappiamo che stiamo parlando di risorse consistenti, che la dicono lunga sia sui limiti del Decreto Genova per come è stato concepito, sia sulla scarsa tempestività con cui molte misure sono state attuate, mentre altre sono rimaste lettera morta. Se serviranno nuove risorse dovranno essere integrate».

3) Integrazione ferro/gomma su tutta la regione. «Occorre un investimento importante sul trasporto pubblico locale, l’unica vera alternativa per alleggerire la mobilità. Ci fa piacere la proposta di gratuità nell’uso dei bus, anche se non si capisce per quanto tempo questa misura rimarrà in vita e per quale motivo la Regione non garantisca la stessa gratuità sui treni. Crediamo tuttavia che la scelta strategica sia un’altra: garantire l’integrazione modale e tariffaria ferro/gomma sull’arco regionale. Cioè fare l’esatto contrario di ciò che la Regione Liguria ha fatto sul contratto di servizio, uccidendo l’unica integrazione tariffaria esistente, quella sul Comune di Genova. Se c’è un investimento da fare va fatto su questo punto».

4) Telelavoro. «Le Giunta regionale concordi con i soggetti imprenditoriali sul territorio la possibilità di estendere il telelavoro alle aziende che sono nelle condizioni di poterlo attuare. Auspichiamo che nella legge di bilancio la Giunta ligure batta un colpo per incentivare questa modalità».

Per il resto, è polemica con la Giunta regionale: «Toti la smetta di fare propaganda elettorale sulla pelle dei liguri. In questi quattro e mezzo di governo regionale non ha fatto niente per verificare le condizioni delle nostre infrastrutture, a parte qualche letterina inviata al Governo nelle ultime due settimane. E vorremo ricordargli che nei 15 mesi trascorsi dal crollo del Ponte Morandi, per un anno al Governo ci sono stati i suoi amici della Lega, con Rixi in qualità di viceministro alle Infrastrutture, e non sono riusciti neppure a costituire l’Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture inserita nel Decreto Genova un anno fa, che adesso dovrà insediare il nuovo Governo» concludono i consiglieri regionali del Partito democratico.

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