Lettera aperta – “Contro un governo disumano… restiamo umani”

(effe) – Savona. A partire dal prossimo lunedì 28 gennaio le associazioni e le forze firmatarie della “Lettera aperta alla comunità savonese” indirizzata oggi “alla comunità culturale, sociale e politica” cittadina terranno ogni settimana a Savona un presidio contro le politiche del governo: “dal lavoro allo stato sociale, dalle problematiche sull’immigrazione ai fondamentali diritti sociali e civili, intendiamo esprimere e comunicare ai cittadini che esiste e resiste una opposizione alle destre che siedono a Palazzo Chigi” precisa una nota stampa.

L’idea è stata lanciata qualche giorno fa dalla segreteria provinciale di Rifondazione e l’appello sta ricevendo in queste ore adesioni “da tutti i settori del mondo della cultura, del sindacato e della politica”; tra i primi firmatari delle lettera aperta ci sono associazioni e partiti (al momento, 26 gennaio, in ordine alfabetico: Arci e Anpi Savona, Donne in nero contro la guerra, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Possibile, Rete a sinistra – Savona che vorrei, Sinistra italiana). Le adesioni rimangono e rimarranno aperte anche nelle prossime settimane “tanto alle associazioni quanto ai singoli cittadini”.

Il presidio sarà ripetuto ogni lunedì e venerdì di ogni settimana in piazza Mameli dalle ore 17.30 alle ore 18.30 e i promotori dell’iniziativa si dicono “convinti che il messaggio che vogliamo dare alla cittadinanza verrà ascoltato e darà nuova fiducia a chi oggi si sta progressivamente rendendo conto dell’incoerenza delle destre che pretendono di essere forze ‘di popolo’ e governo esattamente contro i più elementari diritti del lavoro, della giustizia sociale e dell’umanità”.

Savona, 26 gennaio 2019
“CONTRO UN GOVERNO DISUMANO… RESTIAMO UMANI”
Lettera aperta alla comunità culturale, sociale e politica savonese
«Assistiamo in queste settimane ad una accelerazione impressionante di recrudescenza verbale da parte dei maggiori esponenti del governo, contro i più semplici ed elementari valori di uguaglianza civile e sociale che sono materia privilegiata della Costituzione e che, pertanto, essendo minacciati, a loro volta ci parlano di una seria messa in pericolo per tutto l’architrave democratico.
Dai temi del lavoro a quelli della sicurezza, dalle questioni concernenti le rimanenze di “stato-sociale” alle problematiche dei flussi migratori verso l’Italia dall’Africa, ogni giorno lo stillicidio di attacchi verso la convivenza civile, la solidarietà sociale e i diritti dei più deboli di questo Paese è praticamente una costante.
Preoccupanti, se non allarmanti, sono le accettazioni di tutto ciò da parte di vasti settori della popolazione: convinti da una politica fintamente sociale, in risposta allo smantellamento operato dai precedenti governi in materia di garanzie lavorative, pensionistiche, scolastiche e sanitarie, i cittadini scendono a sempre maggiori compromessi con sé stessi e rinunciano a quella indignazione che smascherava operazioni populistiche e di carattere eversivo contro la Costituzione e la Repubblica dal sapore chiaramente neofasciste e quanto meno neo-autoritarie.
Il ministro dell’Interno ci ha abituato a ciò: disprezzo dello Stato di diritto, del ruolo dei sindaci, di quello dei magistrati; ricerca di consenso mediante la dimostrazione di essere un governo vicino alle persone, un “governo del popolo” attraverso l’uso ossessivo dei “social network” dove cresce l’odio per le posizioni politiche differenti da quelle del governo; rovesciamento della verità, quindi dei compiti assegnati alle istituzioni e alle Ong, per quanto concerne la tratta omicida dei migranti dall’Africa fino alle coste europee…
L’elenco potrebbe continuare, ma siamo convinti che sia e debba essere sufficiente per mettere in campo una rete di associazioni, partiti, sindacati, comitati, singoli cittadini che pubblicamente si opponga alle politiche crudeli di un governo che dimostra la sua inumanità, la sua dissociazione dai valori su cui è fondata la Repubblica.
Abbiamo pertanto pensato di svolgere, ogni lunedì ed ogni venerdì, dalle ore 17.30 alle ore 18.30 ad un presidio in piazza Mameli a Savona, sull’idea di quella presenza che a suo tempo le “Donne in nero contro la guerra” avevano organizzato e mantenuto a lungo offrendo così lo spunto per molte persone di avvicinarsi, chiedere, domandare. Vogliamo coinvolgere i passanti, volantinare agli angoli di piazza Mameli e nella piazza, spingere all’indignazione chi ha rinunciato ad indignarsi perché privo di fiducia in una politica che deve invece tornare ad essere binomio con la sua parte “sociale”, togliendo così la bandiera della protezione popolare ad una destra di governo che in Europa non fa altro se non cercare alleanze con le peggiori forze xenofobe e razziste.
Attendiamo da tutte e tutti voi suggerimenti in merito: l’obiettivo non si riduce al solo presidio in piazza Mameli. Vogliamo arrivare alla convocazione di una assemblea pubblica in cui si discuta di tutto ciò per moltiplicare le azioni “visibili” contro il governo, per dimostrare che una opposizione nel Paese esiste e che deve essere ricostruita tanto dai singoli quanto dalle organizzazioni culturali, sociali, politiche e da tutte le sensibilità umane che resistono in forma laica e religiosa.
Adesioni al 26 gennaio 2019: ARCI – SAVONA; ANPI – SAVONA; DONNE IN NERO CONTRO LA GUERRA; PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA; PARTITO DEMOCRATICO; POSSIBILE; RETE A SINISTRA – SAVONA CHE VORREI; SINISTRA ITALIANA»