Il valore di un’esperienza all’estero: i consigli per un cv che lascia il segno

Sono sempre più numerosi i ragazzi che scelgono di andare all’estero. Si tratta di un’esperienza davvero ricca di sorprese, oltre che di benefici.

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Collezionare delle esperienze all’estero, non a caso, equivale ad un’opportunità unica per arricchire il proprio curriculum e il proprio set di conoscenze. Spesso questa avventura può lasciare il segno e lanciare una persona verso una carriera di successo e opportunità.

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Vediamo dunque di scoprire i perché del valore aggiunto di un’esperienza all’estero: ecco tutti i consigli per un cv davvero efficace e accattivante, che si faccia ricordare tra i tanti altri con cui si confrontano ogni giorno gli addetti alle risorse umane.

Esperienze all’estero: perché sono così importanti?

Vivere una o più esperienze all’estero può davvero cambiare in modo radicale una vita. In primo luogo perché questi periodi di formazione o lavoro influiscono sul curriculum di un ragazzo. Infatti i viaggi e le esperienze fuori confine diventano l’occasione perfetta per arricchire il proprio bagaglio culturale e personale. Viaggiando si impara a scegliere il proprio destino in modo autonomo, il che dona un maggiore senso di responsabilità.

Ovviamente queste esperienze arricchiscono anche il nostro bagaglio linguistico: un fattore oggi determinante quando si aspira ad una carriera di successo.

Fra gli altri vantaggi relativi al viaggiare, troviamo l’apertura dei confini mentali e l’acquisizione di nuove prospettive. Viaggiando si impara ad organizzarsi meglio e si conoscono tante nuove persone (avendo l’opportunità di fare networking). Come inserire correttamente queste esperienze nel cv? Intanto riportandole all’inizio tra le varie esperienze lavorative, ciò gli conferirà maggiore peso. Meglio specificare anche la motivazione alla base di queste esperienze: ad esempio il volontariato, oppure un viaggio di studio. Non serve sottolineare tutte le soft skill acquisite durante i viaggi: aggiungere quelle più importanti, però, è caldamente consigliato.

Italiani ed estero: i dati del 2016 e le mete più gettonate

In base al report Istat, nel 2016 è stato registrato un incremento del 7% in merito alle migrazioni dall’Italia verso l’estero. Nello specifico, è stata raggiunta una quota di 157.000 italiani in partenza.

Per quanto concerne le mete preferite, la prima in classifica risulta essere il Regno Unito, seguito dalla Germania, dalla Svizzera e infine dalla Francia.

Una delle motivazioni alla base di questo boom di expat è che oggi è molto più facile trasferirsi, sia per quanto riguarda il trovare un nuovo lavoro che per via di una maggiore agilità nell’organizzazione del trasloco. Oggi è infatti possibile rivolgersi ad un’azienda specializzata nei traslochi all’estero: affidarsi a personale esperto, come quello di Blissmoving, è un incentivo non da poco quando si sta pianificando una partenza all’estero.

Inoltre si possono tenere in considerazione alcune mete alternative, rese convenienti per via del basso tasso di disoccupazione giovanile. Ad esempio la Danimarca e l’Austria, con un tasso che oscilla fra l’11% e il 10%.

Emigrare all’estero rappresenta dunque un’occasione preziosa per due motivi: da un lato permette di completare il proprio cv, dall’altro consente di fare esperienze che arricchiranno per sempre la nostra vita.

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