Per il decennale la Fionda di legno raddoppia: premiati Brunello Cucinelli e i Nomadi

Albenga. La Fionda di Legno compie dieci anni : un traguardo importante per un premio nato come una goliardata e, dicono con orgoglio gli organizzatori della manifestazione, «cresciuto sino a diventare un evento attesissimo, seguito da un pubblico che nessun altro riconoscimento può vantare. Centinaia di persone infatti si affrettano ogni anno, e con largo anticipo, a prenotare un posto al teatro Ambra di Albenga per la cerimonia di consegna della Fionda dalle mani di Antonio Ricci. E il tutto “a scatola chiusa” senza neppure sapere il nome del vincitore».

Evidentemente i fieui di caruggi, ideatori e organizzatori della manifestazione, si sono conquistati sul campo una grande fiducia da parte della gente che sa di partecipare ad un evento unico per le emozioni che suscita. E l’albo d’oro della fionda non ha bisogno di molti commenti: Antonio Ricci, Balbontin – Ceccon – Casalino, Fabrizio De Andrè, Paolo Villaggio, Milena Gabanelli, Roberto Vecchioni, don Gallo, Carlo Petrini, don Mazzi, Fiorella Mannoia, Javier Zanetti.

E quest’anno due premiati: Brunello Cucinelli e i Nomadi. Due fionde perché l’edizione del decennale deve e vuole essere speciale. I fieui di caruggi in qualche occasione, vuoi per stanchezza, vuoi per incomprensioni sono stati sul punto di lasciare, di interrompere la loro meravigliosa avventura o di continuarla altrove. Poi è prevalso il buon senso, l’attaccamento ad Albenga e agli Albenganesi. Del resto che fionda sarebbe se non suscitasse ogni tanto qualche polemica? E perciò si è passati, come una storica trasmissione televisiva, da “lascia” a “raddoppia” ed ecco nel 2017 le due fionde, magistralmente realizzate dall’artigiano del legno Andrea Zanini, con sullo sfondo le torri ingaune sospese tra passato e futuro.

La fionda a Brunello Cucinelli vuole essere una fiondata polemica: «In un’epoca in cui il lavoro per la classe politica non è più una priorità i fieui premiano chi crea lavoro avendo come obiettivo il profitto certamente, ma anche la dignità dell’uomo. In un’epoca in cui si tutelano gli interessi delle grandi multinazionali e delle banche i fieui danno la loro fionda ad una visione umanistica, quasi francescana dell’impresa. Ad un uomo che privilegia il benessere del dipendente fornendogli strumenti e luoghi di lavoro consoni, orari e tempi adeguati, condizioni di vita dignitose».

La fionda ai Nomadi è «una fiondata di gratitudine ad un gruppo che ha attraversato la vita di molti di noi sempre con coerenza e vicino alla gente. I fieui premiano uomini, prima che musicisti, che non hanno mai privilegiato il successo a scapito dei rapporti umani, dell’amicizia, delle loro origini. I fieui danno la loro fionda a chi, poco presente negli studi televisivi, è stato sempre presente tra la gente, toccando anche piccole località sperdute per portare il loro messaggio di rabbia e di speranza».