Non altra felicità che di parole: Camillo Sbarbaro, Angelo Barile e il Liceo Chiabrera

Omaggio a Camillo Sbarbaro a cinquant’anni dalla morte: ultimo incontro venerdì 24 febbraio 2017 ore 16 – Sala Rossa del Comune di Savona |

Nel 1904 il giovane Camillo Sbarbaro, da poco trasferitosi a Savona, si iscrisse al Liceo Chiabrera, che allora aveva sede in Piazzetta delle Erbe e in cui si diplomerà quattro anni dopo, nel 1908. Da quei banchi di cent’anni fa nacquero importanti amicizie, destinate a mantenersi nella vita di Sbarbaro. Quella con Angelo Barile e suo fratello Giuseppe, soprattutto, ma anche con Giuseppe Agnino, Silvio Volta e con Adelchi Baratono, l’insegnante di Filosofia che eserciterà il suo magistero anche su un altro giovane allievo, il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, e che incoraggiò i primi passi letterari di Sbarbaro, sostenendo la pubblicazione dei suoi versi su «La Riviera Ligure» nel 1912.

Versi che lo fecero conoscere a livello nazionale, insieme alle prose e ai frammenti lirici dei Trucioli via via apparsi sulla rivista di Mario Novaro a fianco ai contributi di importanti autori, come Pascoli, Pirandello, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi e molti altri. Pochi mesi prima di quella pubblicazione, nel 1911, era apparsa Resine: la raccolta poetica d’esordio di Sbarbaro, uscita grazie ad una sottoscrizione tra gli ex compagni del Chiabrera e con un titolo suggerito dallo stesso Barile.

Il ciclo di incontri Non altra felicità di parole, organizzato da Pier Luigi Ferro per il Liceo Chiabrera col patrocinio del Comune di Savona, e che ha aperto le celebrazioni dell’anno sbarbariano, si conclude venerdì 24 febbraio alle 16 in Sala Rossa del Comune con un incontro particolarmente interessante, realizzato in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Lilli Devoto di Genova e dedicato a Camillo Sbarbaro, Angelo Barile, il Liceo Chiabrera.

Giovanni Amoretti, Giorgio Devoto, Silvio Riolfo e Adriano Sansa parleranno del Liceo Chiabrera all’inizio del Novecento, dei suoi alunni e insegnanti, di Camillo Sbarbaro e Angelo Barile, della loro poesia e della loro amicizia.