Liguria, la minoranza boccia il Rendiconto Generale dell’Amministrazione della Regione

Il Consiglio regionale ha approvato nella seduta di oggi con 16 voti a favore (maggioranza) e 15 contrari (minoranza) il Disegno di legge 100: Rendiconto Generale dell’Amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio finanziario 2015.

La resa del conto consuntivo rappresenta per la Giunta regionale un obbligo istituzionale che deriva direttamente dall’articolo 58 dello Statuto. Tale obbligo costituisce l’annuale appuntamento per una verifica di quanto è stato possibile realizzare attraverso il confronto fra le previsioni del bilancio ed i risultati definitivi conseguiti, sia in termini finanziari sia in termini patrimoniali, a seguito dell’azione amministrativa, che, per il 2015, è stata caratterizzata dal cambio di legislatura per effetto delle elezioni regionali del 31/5/2015.

Analizzando il quadro d’insieme del rendiconto 2015, si può rilevare che dal complesso delle operazioni finanziarie emerge che nel corso della gestione del bilancio 2015 sono state accertate entrate per complessivi 5 miliardi e 145 milioni di euro e registrati impegni di spesa per complessivi 5 miliardi e 97 milioni di euro. Il saldo finanziario attivo a fine esercizio si attesta a 202 milioni e 414 migliaia di euro, registrando rispetto al saldo dell’esercizio 2014 pari ad euro 156 milioni e 803 migliaia di euro, un incremento positivo pari 45 migliaia 611 migliaia di euro.

Complessivamente il risultato della gestione 2015, al netto degli accantonamenti obbligatori e delle poste vincolate, presenta una disponibilità pari a 3 milioni e 500 mila euro. Con notevole sforzo nella gestione del bilancio 2015, la Regione Liguria inoltre ha ottemperato a quanto previsto dai nuovi pesanti vincoli di finanza pubblica in materia di pareggio di bilancio e ha proceduto nella progressiva riduzione del proprio debito riuscendo a garantire il risultato sostenendo anche i bilanci degli Enti Locali del territorio regionale attraverso i Patti di solidarietà con i quali sono stati assicurati 29,8 milioni di euro di spazi finanziari per i territori a vantaggio dei Comuni per 22,3 milioni circa e delle Province per 7,5 milioni circa.

Il dibattito in aula

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha denunciato una sorta di continuità fra la giunta Toti e quella precedente guidata da Burlando. Salvatore ha sottolineato che «al di là degli effetti annuncio» la giunta non avrebbe risolto i problemi occupazionali di Colussi, Bombardier ed Ericsson. Giudizio negativo anche sulla politica dei rifiuti che non avrebbe potenziato la raccolta differenziata. Secondo Salvatore, inoltre, il tasso di disoccupazione  nel primo trimestre 2016 sarebbe aumentato rispetto allo stesso periodo del 2015 mentre anche l’andamento anagrafico delle imprese ha registrato un saldo negativo nel primo bimestre 2016 rispetto al 2015.

Il consigliere ha poi evidenziato che i «rilievi mossi dalla Magistratura contabile  sono sostanzialmente identici a quelli mossi al Rendiconto Generale della Regione Liguria  per l’esercizio finanziario 2014». Si è a tal proposito  soffermata sulla vicenda relativa alla cessione ad Arte degli immobili di proprietà della Regione e delle Asl, decisa dalla passata giunta, destinata alla copertura del disavanzo sanitario del 2011. «Si tratta di vicende sulle quali il Movimento 5 Stelle chiede di far luce da quasi un anno, proponendo l’istituzione  di una commissione speciale d’inchiesta, che la maggioranza ha negato» ha puntualizzato, per poi  ribadire che «la giunta regionale ha “salvaguardato” il bilancio regionale, lasciando che Arte Genova e ciò che rappresenta in termini sia di finalità, sia di patrimonio, sia di servizi al cittadino  si avvii verso una situazione emergenziale irreversibile».

Luca Garibaldi (Pd) ha innanzitutto chiarito che non c’è continuità tra le scelte fatte dalla passata giunta e quella attuale. Si tratta – ha ribadito – di due politiche differenti. Ha quindi detto che il bilancio del primo anno di mandato dell’amministrazione Toti è, a suo parere, del tutto negativo. «Tra le promesse ed i fatti c’è una grande distanza», ha affermato,  sostenendo che sono state fatte poche cose, in fretta e male citando, tra l’altro,  la riforma del trasporto pubblico che porterebbe ad un aggravio di costi. Il consigliere ha accusato la maggioranza di avere introdotto una tassa in più in materia di rifiuti e ha lamentato ritardi in materia di fondi comunitari. Garibaldi, infine, ha evidenziato che  dopo l’approvazione di questo bilancio, la giunta non potrà più attribuire responsabilità a chi l’ha preceduta, ma dovrà assumersi la paternità di tutte le scelte.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha rilevato che attraverso il Rendiconto, che segna una linea di demarcazione rispetto al passato, «la giunta regionale attuale si assume la responsabilità totale politica anche delle situazioni precedenti» e ha citato, fra le situazioni negative, la cartolarizzazione degli immobili ceduti a Arte. Il consigliere ha dichiarato che l’amministrazione non fa finora fornito indirizzi chiari per la riduzione dei costi nella sanità e che la spesa del settore rischia di andare fuori controllo. Secondo Pastorino, infine, questa giunta si muoverebbe secondo una «continuità amministrativa con la precedente giunta senza fare salti in avanti» e ha giudicato negativamente che non esiste un assessorato ad hoc con la delega specifica al bilancio.

Sergio Rossetti (Pd) ha detto: «I temi che ci dividono sono diversi con l’attuale giunta: il bacino unico per il trasporto, l’azienda sanitaria regionale e il piano casa». Il consigliere ha rilevato che sarebbero aumentate le spese di rappresentanza, di missione e della presidenza, mentre – ha aggiunto – sono state ridotte le risorse per il mercato equosolidale, per le associazioni impegnate a combattere la disabilità e azzerati i fondi per i teatri sociali. Rossetti, infine, ha rivendicato alla giunta precedente, di cui era assessore al bilancio, una maggiore attenzione alle politiche per le famiglie con redditi bassi: «Nel 2015 – ha dichiarato – l’attuale giunta non ha ridotto l’Irpef per i redditi più bassi».

Angelo Vaccarezza (FI), presidente della Commissione Bilancio, ha sottolineato  che è impossibile pensare che questa maggioranza «non sentirà più il peso delle scelte fatte da chi l’ha preceduta». Rivolgendosi ai consiglieri di minoranza, Vaccarezza ha detto che i settori da loro citati come esempi di fallimento dell’attuale maggioranza,  in realtà  sono quelli per i quali  la giunta di centrosinistra ha peggio amministrato e il centrodestra sta ora  sanando con una serie di interventi e riforme. Il presidente ha ribadito che molto si sta facendo in materia di sanità,  settore, a suo avviso, lasciato dalla passata giunta con molte problematiche aperte. La nascita di Alisa – ha evidenziato –   consentirà finalmente un dialogo fra le differenti Asl e nuovi risparmi. Vaccarezza ha poi ricordato che la passata giunta in materia di Trasporto pubblico locale aveva varato una legge che secondo il Gverno non era applicabile: e toccato a questa giunta – ha evidenziato – correre ai ripari.

Il consigliere ha poi  sottolineato  la valenza del nuovo Piano Casa  che – ha detto –  va incontro alle esigenze dei cittadini e riveste un importante ruolo in materia ambientale, consentendo di spostare i volumi che gravano sulle aree esondabili, vicine agli alvei. Infine per quanto riguarda i rifiuti, Vaccarezza ha ironicamente ricordato che è proprio per la gestione – non felice – di questo settore che la nostra Regione «è diventata famosa  nei dieci anni della giunta precedente».

Raffaella Paita (Pd) ha spiegato che, nonostante le critiche rivolte dall’attuale giunta alla precedente amministrazione, nel rendiconto, «non ci sono segnali di recupero». Paita ha criticato la politica attuale sullo smaltimento dei rifiuti, che – ha detto – ha lasciato la situazione inalterata, e sul trasporto pubblico. Il consigliere si è dichiarato molto scettico sul fatto che l’Azienda sanitaria regionale possa migliorare la gestione del settore e ha rivendicato il fatto che la precedente amministrazione – ha detto – era riuscita a rimettere in equilibrio i conti della sanità.