Noli, nasce il Comitato per le celebrazioni del centenario dall’affondamento del Transylvania

100 anni Transylvania

Noli. Sono passati 99 anni. Era la mattina del 4 maggio 1917, al largo di Capo Noli. Le raffiche di grecale spazzavano le onde, solcate dal magnifico transatlantico SS Transylvania, adibito a trasporto truppe dalla Royal Navy, prima del servizio nella Cunard Line. A bordo, 3000 tra soldati britannici, marinai e crocerossine.
Nonostante la scorta dei cacciatorpediniere giapponesi Sakaki e Matsu, la nave venne colpita da un siluro lanciato dal sommergibile tedesco U63, comandato dal Capitano Otto Schultze.

La nave cominciò ad affondare, mentre il caccia Sakaki, con estrema perizia, le si affiancò sul lato sinistro e iniziò a raccogliere i naufraghi.
Le prime a mettersi in salvo furono le crocerossine della Red Cross Society, in conformità alla legge della marineria: “Women first! Prima le donne!”
Mentre l’altro caccia tentava di affondare il sommergibile tedesco, questi mise a segno un secondo siluro sul lato sinistro, a prora del Transylvania.
Fu il colpo di grazia. La nave affondò rapidamente, portando con sé 409 uomini. Resisi conto del naufragio, i pescatori nolesi, senza alcuna esitazione, salirono sulle loro piccole barche e, a forza di remi, sfidando il mare grosso e il forte vento contrario, accorsero al salvataggio.

Mentre i superstiti salvati dai giapponesi scesero a Savona in serata, i naufraghi salvati dai pescatori nolesi poterono prendere terra a Noli e Finalmarina, dopo un’avventurosa navigazione.
A Savona è rimasto a lungo impresso il ricordo delle crocerossine che, bagnate da capo a piedi, i capelli sciolti sulle spalle, percorsero la via Paleocapa in mezzo a due ali di folla muta ed addolorata.
Tutti i militari, accolti dalla popolazione con commozione e solidarietà, vennero ospitati da famiglie del luogo prima di ripartire per il fronte.
La vicenda ha sempre suscitato l’interesse dei savonesi, avidi lettori degli studi del Professor Renzo Aiolfi, e, più recenti, di Franco Rebagliati e Giuliano Moggio.

La nave rimase un mito fino al 12 ottobre 2011, quando i Carabinieri Subacquei di Genova, dopo una lunga e tenace indagine, anche presso i pescatori nolesi, figli e nipoti di quegli eroici salvatori, con il supporto dell’ing. Guido Gay di Lomagna, ideatore del sommergibile robot “Pluto Palla”, scoprirono il relitto, spezzato in due, del mitico Transylvania, alla profondità di 600 metri, al largo di Bergeggi.
Le immagini della telecamera HD del “Pluto Palla”, restituiscono alla storia il mito della grande nave perduta ed onorano la memoria dei caduti di qualunque bandiera e l’eroismo dei pescatori.
Con questo spirito, è sorto a Noli, in vista del centenario del fatto storico, che ricorrerà esattamente tra un anno, il Comitato Operativo per l’organizzazione della manifestazione celebrativa, che si terrà nella Rada di Noli e Spotorno.

Il Comitato sotto il patrocinio del Comune di Noli, è coordinato dal Com.te Carlo Gambetta, coadiuvato dall’avv. Luca Battaglieri, dal Maresciallo dei Carabinieri Carlo Padula, dal Sig. Paolo Curato della S.N. Salvamento, dal P.I. Luca Ghersi, presidente ANMI Savona, da Dario Sabatelli editore della terza edizione aggiornata del libro di Aiolfi.

Per il prestigio dell’iniziativa, hanno aderito, quali membri del Comitato d’Onore, l’On. Ombretta Fumagalli Carulli, già membro del Governo, l’Amm. Luigi Binelli Mantelli, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Gen. Carlo Cabigiosu, già comandante del Comando di Vertice Interforze, il Sig. Gaetano Garzoglio, attuale decano dei pescatori di Noli, e figlio di Baciccia, uno dei soccorritori nolesi, l’Ing. Guido Gay, inventore “Pluto Palla”, il Dott. Giuseppe Niccoli, Sindaco di Noli.