Albenga Corsara intervista i protagonisti di Su la Testa

di Alfredo Sgarlato – Come per ogni edizione Albenga Corsara pone ai partecipanti a Su la Testa una serie di domande. La prima a risponderci è Silvia Barba, eclettica e talentuosa cantante.

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1) La proliferazione di piattaforme musicali in rete agevola i musicisti o li danneggia?

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Sabato 14 dicembre al Teatro Chiabrera di SAVONA "Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij con il Balletto di Milano diretto da Carlo Pesta.

Li agevola per la diffusione della propria musica, per il “passaparola” immediato che può venirsi a creare attraverso le condivisioni sulle pagine di altre persone o per la comunicazione veloce di nuove produzioni, che spesso non hanno spazio nei circuiti ufficiali come le radio o la televisione. Certamente da un punto di vista economico, questo tipo di diffusione non porta a guadagni diretti e sostanziosi. Io credo però che, fino ad un certo livello, agevoli molto i musicisti per creare una rete di pubblico, che, in questo modo può conoscerci e magari, se incuriosito, può informarsi sui concerti e seguirci. E’ un guadagno in termini di visibilità, popolarità, immediatezza, feedback.

2) E dei talent show cosa ne pensate, sono solo mercato o c’è del buono?
C’è sicuramente del buono negli artisti che si presentano. Il problema è che oggi si pensa di attingere alle novità, ai talenti solo ed esclusivamente attraverso quei circuiti. Non ci sono più produttori che ascoltano, investono, si attivano per promuovere un artista nuovo; lo si fa partecipare ad un talent e lo si “affida” ad un meccanismo televisivo, che è molto differente da quello musicale, artistico, fatto di prove, palchi, concerti, tentativi….
Il pubblico pure ormai è abituato a considerare “artisti” solo coloro che partecipano ad un talent. Frequentano poco i club, i teatri, i luoghi dove la musica si fa davvero!

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3)Quando si fa musica d’autore scattano inevitabili i paragoni illustri: fino a che punto sono lusinghieri e fino a che punto scomodi?

Sono sempre lusinghieri nella misura in cui gli artisti a cui ti paragonano sono gli stessi che hanno ispirato te!

4)Oggi capita di ascoltare musicisti italiani che suonano jazz o blues bene come gli americani, se non di più… ci hanno colonizzato l’inconscio, o è un linguaggio universale patrimonio di tutti?

E’ un linguaggio universale che loro parlano perché sono “madrelingua”… crescono ascoltando quelle cose, vanno in Chiesa e cantano il gospel, fanno le feste e ascoltano il funk, suonano il blues perché è da lì che vengono e a NY ( ma non è cosi in tutti gli States) in ogni bar si suona jazz. E’ una cultura che appartiene loro in maniera quasi imprescindibile. Questo non significa che noi non possiamo imparare quel tipo di linguaggio e farlo nostro; moltissimi musicisti italiani suonano meglio degli americani, perchè hanno quel talento, perchè hanno studiato, perchè lo hanno praticato e continuano a praticarlo… Non c’è mai una regola che possa stabilire chi è migliore di chi, eccetto una: sali sul palco e fammi sentire che sai fare.

5) Fare musica in provincia è più difficile o i limiti aumentano la creatività?

Non ne ho idea!!!! Sono nata e cresciuta a Roma e ho spesso frequentato grandi metropoli come Parigi o New York. Credo che gli stimoli possano arrivare da fonti diverse.. poi oggi con il web e la condivisione di contenuti cosi generalizzata, non importa dove vivi, importa cosa ascolti e come lo fai. Puoi vivere ovunque, basta avere l’attitudine a esplorare mentalmente e fisicamente luoghi e culture diverse dalla tua.

6) Avete qualche ricordo legato a Su la Testa (o ad altre manifestazioni in Liguria, per chi partecipa per la prima volta) a cui siete particolarmente legati?

Qualche??!!! Io lo adoro sto festival e sono tornata ad Albenga in estate anche quando il Festival non c’era! Ho solo bei ricordi, e porto con me tanti abbracci, i sorrisi, gli amici belli, alcuni colleghi che non conoscevo e con i quali è stato emozionante condividere serate di musica tanto trasversale su quel palco, gli applausi del pubblico numeroso che ogni anno riempie il teatro Ambra… ma soprattutto la grande dedizione e il profondo rispetto dei ragazzi che lo organizzano verso tutti gli artisti che vi partecipano; insomma l’ho detto tante volte che è il Festival invernale più bello del mondo e non sapete che gioia tornare per questa Decima Edizione! Su la Testa e Liguria bella!

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