Aumento della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti: dibattito in Consiglio regionale

È iniziato in Consiglio Regionale il dibattito sul disegno di legge “Misure per lo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclaggio” Il testo contiene misure rivolte alla crescita della raccolta differenziata da parte delle amministrazioni locali alle quali è demandata l’organizzazione dei servizi territoriali di raccolta rifiuti, ed il conseguente riciclaggio.
In mattinata Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd-Area Popolare), presidente della IV Commissione Ambiente-Territorio, ha svolto la relazione di maggioranza.

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Costa ha innanzitutto evidenziato che il provvedimento avrà risvolti positivi dal punto di vista ambientale e, nel contempo, il potenziamento di differenziata e riciclaggio dei rifiuti  comporterà una riduzione dei costi di smaltimento per l’indifferenziata, con ripercussioni positive sulle tariffe, a tutto vantaggio dei cittadini. Nell’illustrare il testo, il consigliere ha ricordato che la legge «è  finalizzata al rapido incremento della raccolta differenziata da parte delle amministrazioni locali, alle quali è demandata l’organizzazione dei relativi servizi territoriale  in funzione della parallela riduzione dei rifiuti prodotti, quale elemento indispensabile nel processo teso al raggiungimento degli obiettivi di recupero fissato a livello europeo ed integrato nel piano stesso». Ha ribadito  che il testo  vuol far fronte alla situazione ligure della gestione dei rifiuti, finora caratterizzata da mancata autosufficienza gestionale,frammentazione, onerosità e risultati non ottimali, in un’ottica  di rilancio che coinvolga  tutti i soggetti pubblici interessati allo sviluppo  della raccolta differenziata  e dei conseguenti processi di riciclaggio.

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«Dobbiamo recuperare una situazione drammatica in termini di differenziata e riciclaggio. Vogliamo imprimere una decisa inversione di tendenza» ha aggiunto Costa, auspicando che sul provvedimento ci sia la più ampia condivisone possibile.  «Ci sono dei momenti – ha detto –  in cui la politica deve fare delle scelte e assumersene la responsabilità. Ed è quello che oggi noi facciamo». Ha quindi evidenziato che il testo è frutto di un lavoro istruttorio svolto in sede di IV Commissione e che sono stati accolte numerose istanze provenienti da più parti. La maggioranza stessa – ha puntualizzato – ha proposto emendamenti. Tra le novità introdotte dal testo, il consigliere ha ricordato la possibilità consentita ai Comuni di rinegoziare i contratti con i gestori, in virtù delle nuove esigenze per il potenziamento di differenziata e riciclaggio.

Ha sottolineato che il «testo  prevede, oltre alla certificazione dei risultati di effettivo riciclaggio da parte dell’Osservatorio regionale dei rifiuti, gli effetti della mancata predisposizione o attuazione dei  programmi e i rapporti contrattuali con il gestore del servizio». Costa ha ricordato che si effettuano modifiche sulle normative esistenti,  in virtù delle quali «si interviene sulla destinazione di una quota di ecotassa  al finanziamento di programmi in campo ambientale e sull’esenzione della “ecotassa” in caso di dichiarazione di determinati stati di emergenza». Costa, infine, ha annunciato la presentazione di suoi emendamenti uno dei quali, in particolare, reintroduce e puntualizza il ruolo delle Consulte per il servizio idrico e il servizio di gestione dei rifiuti.  Ha infine chiarito che quello in discussione non è un provvedimento politico e che voci di apprezzamento si sono levate da più  parti. «Affrontiamo una sfida – ha detto –  siamo convinti che i territori sapranno coglierla».

Giovanni Lunardon (Pd) prima di svolgere la relazione di minoranza, ha preannunciato una serie di emendamenti che saranno presentati nella seduta pomeridiana. Lunardon ha esordito presentando un ordine del giorno in cui si chiede di non passare nemmeno all’esame degli articoli del disegno di legge perché il provvedimento presenterebbe problemi di legittimità e rischierebbe di essere impugnato dal Governo.
Il relatore ha lamentato che nel dibattito sula legge «non è stata ascoltata la voce dei sindacati, delle associazioni, delle pubbliche amministrazioni e dei Comuni, i quali hanno dato parere favorevole, ma condizionato a precise osservazioni che sono per lo più cadute nel silenzio». Secondo Lunardon, «la Regione più prudentemente avrebbe dovuto soprassedere perché questo provvedimento è arretrato rispetto alla legiferazione nazionale che si sta facendo attraverso il Collegato Ambientale».

Lunardon ha concordato sulla necessità di una spinta verso la raccolta differenziata impressa dal provvedimento, ma ha suggerito una diversa modulazione dei livelli di riciclaggio sulla base della grandezza dei Comuni: «Altrimenti gli obbiettivi rischiano di diventare irraggiungibili e le sanzioni avranno solo l’effetto di reperire un po’ di risorse». Il consigliere ha quindi rilevato che nel disegno di legge non è data priorità agli interventi sull’impiantistica che richiederebbero, solo per Genova, investimenti per oltre 120 milioni di euro. «Occorre, inoltre, che le scelte su come investire le risorse siano fatte sulla base di criteri oggettivi evitando scelte discrezionali» ha aggiunto proponendo di attribuire l’istruttoria dei progetti di intervento alla segreteria tecnica del Comitato di ambito. Lunardon, infine, si è dichiarato contrario agli articoli della legge che prevedono i contributi nei casi in cui i Comuni non raggiungono la quota prevista di riciclaggio dei rifiuti: «Siccome le discariche sono chiuse e questo porta ad un ammanco di 3 milioni di euro per il conferimento in discariche fuori regione, la giunta immagina nella sanzione il modo per recuperare questi soldi».

Al posto della «sanzione» il consigliere ha suggerito di ispirarsi al Collegato ambientale in discussione in Parlamento che prevede l’utilizzo del contributo derivante dal conferimento in discarica: secondo il consigliere si potrebbe utilizzarne il 90% evitando «di introdurre di fatto una nuova tassa». Secondo il relatore, infine, pur comprendendo che la Regione è ormai alle soglie dell’approvazione del bilancio, lo stanziamento di un milione di euro per la legge è troppo basso.

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