Confagricoltura Liguria: positivo impegno della rgeione per velocizzare PSR

In vista della definitiva approvazione del PSR della Regione Liguria, il cui “passaggio” in consiglio regionale è previsto per martedì, Confagricoltura Liguria esprime soddisfazione “perché finalmente si avvicina l’apertura dei bandi e, quindi, la possibilità per le aziende di investire in innovazione tecnologica e, conseguentemente, di processo e prodotto

Apprezziamo – sottolinea Confagricoltura– lo sforzo dell’Assessorato per superare gli ultimi intoppi che ancora ‘ostacolano’ l’apertura dei bandi, attesi da un tessuto imprenditoriale agricolo da sempre ‘vocato’ all’utilizzo del PSR per investimenti aziendali utili a penetrare nuovi mercati”.

“Lo scorso PSR – sottolinea Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria – ha dimostrato ciò nei fatti, se si pensa che oltre 70 milioni di euro di aiuti sono stati utilizzati per innovare serre, macchinari ed attrezzature, rendendo competitive le imprese liguri, i cui mercati ormai sono vocati principalmente all’export”.

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“Occorre tuttavia – sottolinea il presidente di Confagricoltura Liguria, Renato Oldoini – ricordare che il PSR è uno ‘strumento’ della politica agricola regionale, non il ‘fine’ della stessa. Bisogna quindi, di pari passo, rivedere molte norme che dettano gli indirizzi per i quali il PSR è supporto”.

“Penso – prosegue Oldoini – ad una legge urbanistica moderna che possa prevedere l’esonero dagli oneri di urbanizzazione per un impresa agricola; all’attivazione della ‘banca della terra’ per dare finalmente ai giovani la possibilità di insediarsi in mancanza di terreni propri, assolvendo anche al compito di ‘custodia del territorio’; all’attivazione dell’agricoltura sociale’, alla sburocratizzazione reale di un sistema che impegna per 104 giornate lavoro/anno ogni singola impresa”.

“Il PSR 14 – 20 – continua Renato Oldoini – va nella direzione da noi auspicata dell’accorpamento delle imprese, sotto forma di incentivo (+ 10 % sulla percentuale di contributo) per quelle aziende che ‘si mettono insieme’ al fine di accorciare la filiera, di fare acquisti collettivi e di organizzare verticalmente ed orizzontalmente filiere utili a loro per stare sui mercati in maniera competitiva”.

Molto positivo anche il giudizio di Confagricoltura Liguria sulla nuova articolazione della misura per l’insediamento dei giovani, che prevede di ‘premiare’ il reale svantaggio che gli stessi superano nell’intraprendere questa professione.Giovani che vanno però seguiti molto attentamente, anche in termini di formazione, audit e tutoraggio.

“Su 20.208 aziende agricole liguri (dato elaborazione Istat sull’ultimo censimento generale dell’agricoltura) poco più di un quarto sono condotte da giovani under 40. Tra i due ultimi censimenti agricoli, ovvero quelli del 2000 e del 2010, però le imprese agricole liguri si sono pressochè dimezzate, e l’età media degli agricoltori è passata dai 55 anni agli attuali 63, evidenziando una certa ‘moria’ di imprese giovani”.

“Tuttavia – secondo Confagricoltura Liguria – le richieste di insediamento dei giovani permangono molto alte, quindi bisogna dare a questi ragazzi sia le giuste risposte che il concreto supporto per evitare alle loro realtà imprenditoriali di non reggere sui mercati”. L’agricoltura può divenire sbocco professionale per tanti giovani, in una Regione dove i ragazzi nella classe 15 – 24 anni che non studiano e non lavorano, rappresentano il 20 % dell’intera fascia di età.

Giovani realmente supportati anche da nuove politiche agricole regionali, formazione, reti di impresa per investimenti collettivi, di filiera e di prodotto, utili all’innovazione di processo appaiono le parole chiave del nuovo PSR, pienamente in linea con le aspettative di chi rappresenta le imprese che fanno reddito e che, al tempo stesso, per Confagricoltura in Liguria, coltivano il territorio.