Coldiretti Liguria, meglio tardi che mai: con approvazione PSR riparte nuova stagione per l’agricoltura ligure

«Finalmente, dopo oltre 14 mesi, il Psr spedito il 20 luglio 2014 nelle Gerolamo Calleri“grinfie” di Bruxelles ha avuto il suo giusto riconoscimento ed è stato così approvato in sede comunitaria». Commenta così il presidente di Coldiretti Liguria Gerolamo Calleri all’indomani dell’approvazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che vede la luce con lungo ritardo.

«È sicuramente un documento molto diverso da quello spedito in allora e che, sempre per volontà di Bruxelles, è stato talmente modificato da perdere, in alcuni suoi tratti, il contatto con la realtà territoriale ligure e con i desiderata dei suoi principali attori. Questi sono rappresentati principalmente dalle imprese agricole ma anche da un mondo rurale che attendeva l’approvazione del Psr 3 come possibile strumento di sviluppo di un entroterra sempre più flagellato da calamità naturali, rappresentate di volta in volta da inondazioni, frane e incendi, e dall’invasione degli ungulati. Ma prima di fare alcune considerazioni, un doveroso ringraziamento va al Dipartimento all’agricoltura, che è riuscito a portare a casa questa partita nonostante i molti incidenti di percorso che hanno fatalmente ritardato l’approvazione del documento».

«Le nostre prime riflessioni – continua Calleri – ci portano a credere che, per evitare gli errori del passato e iniziare con il passo giusto questo nuovo percorso di rinnovamento, occorre predisporre una sorta di “filiera amministrativa” a partire da coloro che scriveranno i bandi per arrivare, attraverso chi si adopererà per renderli operativi, a coloro che saranno chiamati a fare i controlli. Bandi scritta in maniera semplice, facilmente applicabili e controllabili, che badino più alla sostanza dell’investimento che alla forma, soprattutto quando la forma si traduce in burocrazia fine a se stessa».

«Alcune cose ci piaceranno di più (per esempio le maggiori risorse in generale, soprattutto per formazione e consulenza, l’assenza degli assi di sviluppo, la maggiore intensità di contributo per gli interventi migliori) e altre saranno maggiormente da metabolizzare (il nuovo premio giovani, alcuni limiti agli investimenti per la trasformazione, la misura sulla cooperazione), ma sono convinto che la nostra organizzazione farà nuovamente valere i tanti meriti acquisiti sul campo, che ci hanno portato a presentare alla Regione oltre 3 mila istanze di contributo e a rappresentare circa il 40% del valore di tutte le domande di aiuto presentate».

«Siamo certi che con il nuovo assessore – conclude il presidente – potremo predisporre anche gli strumenti normativi che ci mancano per sfruttare al meglio le opportunità economiche rappresentate dal Psr: penso soprattutto alla Legge Forestale e alle terre abbandonate, che devono rappresentare le nostre prossime risorse da sfruttare per aumentare il valore economico e il reddito delle imprese agricole e forestali».