Appuntamento con il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana

Loano si prepara ad accogliere l’11esima edizione del Premio Loano RENAT SETTE - ELVA LUTZANazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, organizzata dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari e il patrocinio della Regione Liguria, dell’ANCI e del MEI.

Dal 25 al 27 settembre la città tornerà ad essere la capitale della musica popolare italiana con concerti, incontri, premiazioni ed un seminario per operatori del settore.

In questa edizione, il Premio ospiterà una nutrita rappresentanza di festival italiani di musica popolare e tradizionale, direttori artistici e giornalisti musicali.

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L’occasione di incontro per gli operatori culturali del settore sarà il seminario dal titolo “Il sogno di organizzare un festival e di non chiuderlo prima di svegliarsi”, che si svolgerà domenica 27 settembre nella Civica Biblioteca, in Palazzo Kursaal.

Al meeting di studio parteciperanno Luigi Chiriatti (Notte della taranta – Puglia), Andrea Del Favero (Folkest – Friuli), Davide Valfrè (Folkclub di Torino), Mauro Palmas (Mare e Miniere – Sardegna), Remo Giordano (Uvernada – Piemonte), Enrico Grammaroli (Circolo Gianni Bosio – Roma), Paolo Dall’Ara (Ététrad – Valle d’Aosta), Ettore Castagna (Palearizza – Calabria), Riccardo Tesi (Quarrata Folk Festival – Toscana), Nando Citarella (Etnie – Campania). Inoltre, saranno presenti Jacopo Tomatis (Il giornale della musica), Salvatore Esposito (Blogfoolk), Roberto G. Sacchi (Folkbulletin).

Il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana, sotto la direzione artistica di John Vignola, promuove e valorizza la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice italiana attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche, giornalisti e operatori culturali

Il festival, sarà anche quest’anno un viaggio alla scoperta delle tante realtà musicali che hanno recuperato e reinterpretato la musica tradizionale italiana.

I concerti, ad ingresso gratuito, saranno ospitati nel cinquecentesco Palazzo Doria, nel cuore della città, alle ore 21.15. Gli incontri, alle ore 18.00, si svolgeranno in Palazzo Kursaal, nella Civica Biblioteca.

CONCERTI E PREMIAZIONI

Venerdì 25 settembre, si entrerà nel vivo del festival con la consegna del Premio Realtà Culturale 2015 a Lou Dalfin. I Lou Dalfin di Sergio Berardo con un percorso più che trentennale, senza perdere l’identità né il legame con le radici, sono riusciti a rinverdire repertori storici, a innescare collaborazioni contemporanee e avventurose, anche al di fuori della musica strettamente tradizionale, e a dimostrare quanto linguaggi come il loro possano essere contemporanei e vivi.

La serata proseguirà con il concerto di uno dei più grandi interpreti della tradizione provenzale dei trovatori, il cantante francese Renat Sette insieme al duo sardo Elva Lutza (Nico Casu e Gianluca Dessì). Dal confronto tra questi artisti è nato il progetto musicale “Amada”, diventato anche un disco, che raccoglie la ricchezza dei repertori musicali della Provenza e della Sardegna.

Renat Sette ed Elva Lutza faranno immergere il pubblico in canti tradizionali di queste due terre attraverso la rielaborazione, l’improvvisazione e un gusto che veste queste tracce di una contemporaneità sorprendente. Il canto tradizionale incontrerà l’improvvisazione jazzistica: i canti d’amore e le ballate sulla guerra danzeranno insieme ai canti sacri sardi e occitani, i divertimenti sonori si alterneranno alle serenate.

Sabato 26 settembre, il festival ospiterà il suonatore più conosciuto e apprezzato a livello internazionale di launeddas, Luigi Lai, che riceverà il Premio alla Carriera 2015. Lai con il suo strumento millenario, accompagnato dal compositore e musicista di spicco della musica sarda e mediterranea, Mauro Palmas, farà riecheggiare i suoni che conducono nell’anima della Sardegna.

Poi, toccherà all’OrchestraBottoni, formazione che coniuga tradizione e innovazione e che sintetizza nel nome quello che porta sul palcoscenico: l’utilizzo orchestrale dell’organetto diatonico, strumento ‘a bottoni’, che unito alla voce e alla sezione ritmica, crea una sonorità originale e moderna. Le atmosfere sono varie,

come la provenienza dei brani, con uno stile che spazia dal classico al contemporaneo, con una contaminazione continua. Le armonie e le melodie polifoniche della numerosa sezione di organetti, sorretta da un inedito organetto basso (bassoon), il collante ritmico tenuto dalla batteria percussiva, insieme al timbro “teatrale” della voce di Antonella Costanzo e ai fraseggi del solista Alessandro D’Alessandro, sono l’espressione di questa particolare sperimentazione.

Il Festival si chiuderà domenica 27 settembre, con la consegna del Premio Miglior Album 2014 a Riccardo Tesi & Banditaliana per il disco “Maggio” (Visage Music/Materiali Sonori). Il riconoscimento alla migliore produzione musicale del 2014 è stato decretato da una prestigiosa giuria composta da oltre sessanta giornalisti musicali. Alla premiazione seguirà il concerto con le composizioni originali, i virtuosismi strumentali, i preziosi incastri ritmici e gli arrangiamenti raffinati che costituiscono la cifra stilistica del gruppo fondato da Riccardo Tesi nel 1992. Canzoni che raccontano di mari, di viaggi, di ricordi e di speranza intrecceranno composizioni strumentali in cui i ritmi della tradizione meridionale si fondono con improvvisazioni e sonorità contemporanee, con elementi che tradiscono un amore mai sopito per il “progressive”. Il tutto ben accompagnato da canti rituali della montagna toscana, echi di liscio traslato in chiave “balkan”.