Vittorio Poggi (1833-1914) tra la Liguria e l’Europa degli studi

Venerdì 3 ottobre, alle ore 9, si apre nella Sala conferenze della Pinacoteca Savona palazzo GavottiCivica a Palazzo Gavotti, per poi continuare al pomeriggio ad Albisola Superiore, una importante giornata di studio, organizzata in occasione del centenario della morte di Vittorio Poggi, figura centrale nell’ambito della storia della Pinacoteca Civica, della cui Commissione fu presidente dal 1894 al 1914, e a cui si deve la pubblicazione, nel 1901, del primo catalogo del museo.
L’incontro è organizzato sotto gli auspici della Società Ligure di Storia Patria e dei Comuni di Savona e Albisola Superiore, sede dei lavori, cui partecipano docenti e studiosi delle Università di Firenze, Milano e Genova, delle Soprintendenze e delle istituzioni di ricerca liguri, saranno al mattino la Sala Conferenze del Museo Civico a Savona, il pomeriggio la Villa Poggi ad Albisola Superiore..
Nato a Torino da antica famiglia di Albisola, originaria di Stella, Vittorio Poggi compie gli studi classici presso gli Scolopi di Savona, dove è Principe dell’Accademia nel 1859; è amico fraterno di altri savonesi illustri – Anton Giulio Barrili, Paolo Boselli, Pietro Sbarbaro -.
Avvocato, giornalista e patriota, volontario nella seconda Guerra d’Indipendenza e poi ufficiale del Regio Esercito, Vittorio Poggi in realtà possedeva un’autentica tempra di studioso, all’inizio concentrato sull’Italia antica e in particolare sul mondo etrusco che, in linea con le sue convinzioni, sentiva come un capitolo della “Storia Patria”.
I suoi lavori innovativi e competenti in tema di epigrafia e lingua etrusca ben presto gli fanno acquistare un ruolo di interlocutore dei maggiori rappresentanti contemporanei di quel settore di studi, tanto italiani quanto stranieri. Per tutta la sua vita d’intellettuale entra a far parte, dirige o addirittura è tra i promotori e fondatori di Società e Accademie culturali, come, nel 1875, l’autorevole “Instituto di Corrispondenza Archeologica”, oggi Istituto Archeologico Germanico di Roma. Ne è testimonianza il suo archivio, con l’importante corrispondenza con il mondo scientifico italiano ed europeo.
Gli erano proprie una capacità di ordinamento e un senso dell’impegno personale che, negli anni in cui si formarono, riformarono e consolidarono le strutture dei Beni Culturali del nuovo Stato, furono giudicate preziose e messe a profitto. Fu infatti chiamato a Firenze (1880) per l’ordinamento del nuovo Museo Egizio-Etrusco, incarico che non ebbe il seguito che egli desiderava. Negli anni successivi, la carriera militare continuava a non ostacolare la sua attività di studioso, né gli impediva di mantenere collaborazioni accademiche e incarichi di supervisore.
Ma, lasciato infine l’Esercito, poté dedicarvisi completamente, ora privilegiando per i suoi studi la storia e il patrimonio della Liguria: fu Soprintendente alla Antichità e Belle Arti della Liguria e membro delle più importanti istituzioni culturali genovesi.
A Savona Vittorio Poggi fu fra i fondatori, con Paolo Boselli Presidente, della Società Storica Savonese che poi diventa Società Savonese di Storia Patria, R. Ispettore per i Monumenti, Direttore della Biblioteca, membro della Commissione per la Pinacoteca.
Morì a Savona il 31 dicembre 1914.

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