Per Galan la Camera autorizza l’esecuzione dell’arresto; On. Vazio: “nessun fumus persecutionis”

Con 395 sì e 138 no la Camera, a scrutinio segreto, ha autorizzato Franco Vazio 02l’esecuzione della custodia cautelare in carcere per Giancarlo Galan, il deputato di Forza Italia coinvolto nell’inchiesta della procura di Venezia sul Mose. Hanno votato a favore PD, Sel, LeD, Pi, Scelta Civica, Lega e M5s. Contrari Fi, Ncd, Maie e Psi.

«Si discuteva di accuse gravissime: di atti di corruzioni perpetrati per molti anni», spiega l’On. Franco Vazio (Pd): «L’immunità concessa dall’articolo 68 della Costituzione è una deroga al principio di uguaglianza e non può essere trattata e surrettiziamente utilizzata in modo estensivo a tutela del singolo deputato. Essa presidia l’Istituzione Parlamentare e quindi la Democrazia da intromissioni e condizionamenti persecutori posti in essere da parte della Magistratura; se tutto ciò non sussiste il deputato deve essere trattato come un qualsiasi cittadino. La Giunta, di cui faccio parte, era arrivata alla conclusione che l’inchiesta veneziana non era affetta da intenti persecutori nei confronti dell’on. Galan. Il quadro accusatorio rappresentato dai Giudici era solido e corroborato da testimonianze coincidenti e da riscontri documentali importanti».

«La dimensione economica, la dimensione organizzativa e la durata (decennale) del sodalizio criminale contestati fanno di questa vicenda un qualcosa di davvero inquietante», prosegue il deputato albenganese: «Prima di essere una questione giuridica è una questione etica: quando rei confessi affermano e i Giudici danno riscontri sul fatto che controllati e controllori, che politici, imprenditori, magistrati e funzionari operano per un decennio per asservire le funzioni pubbliche ai propri interessi personali, a prescindere da condanne ed arresti, c’è il bisogno di fermare il treno in corsa e di riflettere».

«Io ho detto si all’esecuzione dell’arresto dell’on. Galan sia in Giunta, sia in aula, sono intervenuto a nome del mio partito per sostenere tale tesi, ma questo non basta. È il Paese, sono i cittadini e le Istituzioni, che devono reagire a questo sistema: per un politico corrotto esiste un imprenditore che paga, per un opera pubblica affetta da infiltrazioni corruttive esiste uno sperpero di denaro pubblico e nello stesso tempo imprese imbrogliate. Non si tratta di essere o meno giustizialisti, si tratta se essere o meno dalla parte dei cittadini e degli imprenditori onesti, se essere o meno dalla parte di quel Paese che ha voglia di lavorare e di riconquistare una sua dignità», conclude l’On. Franco Vazio.