Bilancio della Regione, Rixi: “La Corte dei Conti conferma la fondatezza delle nostre critiche

«Sono quattro anni che dai banchi dell’opposizione chiediamo chiarimenti Edoardo Rixi 1G00sulle consulenze date in house a società come Datasiel, Arpal, Liguria Ricerche o altri carrozzoni pubblici, che solleviamo dubbi sulla tenuta del sistema sanitario regionale e sul problema cronico delle fughe sanitarie, che ci opponiamo alle “creative” operazioni di scarica-debiti su Arte, travestite da valorizzazione del patrimonio pubblico. Ora che la Corte dei Conti si è espressa avvalorando, purtroppo, i nostri dubbi e le nostre, a questo punto, fondate paure, chiediamo che l’assessore al Bilancio Rossetti rassegni le sue dimissioni visto che ha dimostrato totale incapacità a ricoprire il ruolo assegnatogli. Ma prima di andarsene, visto che ha messo la Regione sull’orlo del precipizio, deve venire a spiegarci insieme al presidente Burlando quale sia il loro “piano B” per rimediare ai loro disastri che hanno portato oggi la Liguria a serio rischio default». Questo il commento di Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, in merito ai rilievi presentati oggi dalla Corte dei Conti sul bilancio della Regione.

«Siamo curiosi di capire quale fantasioso artifizio contabile riusciranno a inventarsi per mettere la barca in pari e rimediare ad anni di errori e di silenzi imperdonabili su questioni che già dal loro nascere avevamo visto con dubbio – commenta Rixi – penso all’operazione della cartolarizzazione di Arte portata in fretta e furia a fine 2011 in consiglio senza passare in commissione, approvata dalla maggioranza per chiudere il bilancio e a cui ci eravamo opposti. Uno scarica barile di oltre 100 milioni di debiti fatto a danno dell’ente che si dovrebbe occupare di case popolari e che invece è stato usato dalla Regione per finanziare un’operazione assurda.  Oggi la Corte dei Conti chiede alla giunta Burlando di spostare circa 200 milioni di euro dalla voce “attivo” a quella “passivo” del bilancio. Un’impresa titanica, viste le casse vuote dell’ente e alla luce del fatto che ora l’ente di De Ferrari non ha più “giochi di prestigio” contabili da estrarre dal suo rattoppato cilindro».

«Pertanto chiediamo che nelle sedute di consiglio in calendario per la prossima settimana siano affrontate le osservazioni fatte dalla Corte dei Conti: sarebbe assurdo discutere, come da programma, l’approvazione dell’assestamento e del rendiconto di un bilancio evidentemente falso.  Su un fatto diciamo fin da subito saremo irremovibili: a pagare non dovranno essere i liguri, già stremati dai tagli ai servizi essenziali e alla sanità. Fino a ieri hanno sopportato in nome dell’equilibrio di bilancio. Oggi si sentono, legittimamente, mazziati e cornuti», conclude Rixi.