Albenga: al Teatro Ambra, ovazione per Furie de sanghe

di Alfredo Sgarlato – Spettacolo fuori abbonamento per la stagione di Furie de sangheKronoteatro, “Furie de sanghe”, ovvero emorragia cerebrale in dialetto barese, proposto dalla compagnia Fibre Parallele. Il palco è coperto da una struttura ovale, lo spazio chiuso da cui i personaggi non possono, o non sanno, uscire. In scena una famiglia tipica: un uomo catatonico col telecomando in mano (Corrado La Grasta), un ragazzo gioca compulsivamente al gratta e vinci (Riccardo Spagnulo, autore del testo), una donna truccata da vecchia, orribile, strega (Sara Bevilacqua) coccola un capitone che ama più dei familiari.

Sfondo musicale le incredibili sperimentazioni vocali dell’indimenticabile Demetrio Stratos. La vecchia auspica che il nipote trovi una fidanzata, e questa (Licia Lanera, collaboratrice di Ronconi, regista dello spettacolo) come per magia esce da un sacco. Dapprima è accolta, poi schiavizzata come la Grace di “Dogville”. Ma non abbiamo le letture religiose e politiche del film di Von Trier, lo sviluppo è totalmente diverso.

Da una parte il riferimento alle favole, Cappuccetto Rosso che deve convivere coi lupi, più volte citata, ma anche Cenerentola schiava dei familiari, dall’altra un orrore del quotidiano che trascende le rappresentazioni di genere basso, cinema e tv di serie Z. Non mancano però momenti comici o di tenerezza, come nel monologo conclusivo della ragazza, che recita in sottrazione ma con un’espressività facciale eccezionale, che sceglie di essere schiava in un ambiente protetto come un utero invece che libera in un mondo di lupi.

La rappresentazione è in dialetto barese arcaico, non sempre comprensibile per chi non ha origini pugliesi, ma la forza e il ritmo delle parole è spesso più efficace del significato. L’alternanza dei momenti comici con quelli forti incolla l’attenzione degli spettatori. Quanto nel finale partono le note della leggendaria “Luglio agosto settembre nero” degli Area scatta un lungo applauso, che costringe i bravissimi attori a tornare più volte sul palco.

Uno spettacolo forte, oltranzista, che però il pubblico ha compreso e apprezzato. Soddisfazione per gli organizzatori che hanno creduto che anche ad Albenga si possa mettere in scena e far apprezzare un lavoro di avanguardia. E, mi raccomando, non perdetevi il 4 aprile il magnifico Gianfranco Berardi, rivelazione della scorsa stagione.