Crisi complessa: Savona diventerà il sud del nord?

Savona. In programma per giovedì 6 giugno alle ore 18 presso la Libreria Ubik la visione del documentario “Crisi complessa”, un progetto di ARCI Savona in collaborazione con Fondazione De Mari, Segreteria provinciale CGIL, Unione Industriali. All’incontro parteciperanno gli autori Mimmo Lombezzi, Mario Molinari e Giovanna Servettaz.

Savona diventerà il sud del nord? In un territorio con più di ottomila disoccupati censiti erano in tanti a sperare negli incentivi disponibili per l’area dichiarata di crisi complessa. Ma ci sono voluti quasi tre anni perché un’azienda (e per adesso è la sola) potesse contare sui finanziamenti. Perché? Alessandro Berta direttore dell’Unione Industriali di Savona non ha dubbi: “C’è un problema di burocrazia, è palese. Troppo tempo per presentare la misura alle imprese, una misura molto complicata tant’è che cento imprese non hanno nemmeno provato a presentare la domanda. Di quelle che l’hanno presentata, l’istruttoria è partita da molti mesi; molti sono stati esclusi ma molti non sanno ancora nulla. Gli imprenditori non possono aspettare tutto questo tempo, ma neanche il territorio può aspettare tre anni per risolvere una crisi. Sono misure che devono essere immediate chiare semplici”. Andrea Pasa, segretario generale della Cgil Savona, dopo la battaglia per sbloccare i fondi in capo a Regione Liguria (in particolare 12,5 milioni di euro che dovrebbero essere finalmente messi a bando a luglio) ricorda come la nota dolente sia rappresentata dalle infrastrutture: il Ministero dei Trasporti firmatario dell’accordo di programma non ha ancora sviluppato nulla sulle infrastrutture che il territorio aveva indicato come strategiche.

Dopo il successo della prima al Nuovo Filmstudio il 23 maggio il docufilm di Mimmo Lombezzi e Mario Molinari va in proiezione alla Ubik, la prima realtà savonese a raccogliere l’invito del maggiore storico del cinema italiano, il savonese Tatti Sanguineti, a “non far finire il film in un cassetto”. “Crisi complessa” è infatti un lavoro di documentazione che non si propone come punto d’arrivo ma come spunto per un dibattito su quella “cultura del lavoro” che ha segnato la nostra provincia ancora indecisa su cosa fare da grande. Una provincia che non è caratterizzata solo da invecchiamento spopolamento e sconforto, ma che mostra un volto resistente e resiliente che è giusto descrivere.