Danni da animali selvatici, CIA Savona chiede di riformare la legge sulla caccia

Savona / Albenga. Danni provocati dagli animali selvatici, CIA Savona chiede alcune modifiche alla regolamentazione sulla caccia (Legge 11 febbraio 1992, n. 157 “Norme per la gestione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”). Cinghiali, daini e caprioli, sostengono gli agricoltori, «sembrano ormai aver preso confidenza con l’uomo. Mentre in passato a fare i conti dei danneggiamenti erano solo gli agricoltori dell’entroterra, oggi i danni si sono estesi anche alle colture sulla costa e quelli che in pieno centro città erano avvistamenti sporadici, ormai sono diventati avvenimenti all’ordine del giorno, tanto da attirare l’attenzione anche in termini di sicurezza. La Confederazione Italiana agricoltori, raccogliendo le grida di allarme di agricoltori e di cittadini stanchi di questa situazione, chiede una nuova legislazione per il controllo dei selvatici. Basti pensare che da novembre 2017 al 31 ottobre 2018 in provincia di Savona ci sono state 128 denunce danni pari al 39 per cento di tutte le domande della Regione Liguria, mentre quelli che erano avvistamenti occasionali nei centri abitati, oggi è diventata una consuetudine».

“La sensazione – dichiara il presidente di CIA Savona Mirco Mastroianni – è che il problema dei cinghiali e caprioli sia aumentata ovunque e la frustrazione del mondo agricolo è palpabile in ogni borgo dell’entroterra come restano le clamorose incursioni dei selvatici sulle passeggiate dei lungo mare della costa o nei centri delle città. Inoltre, negli ultimi anni, anche nel savonese, è stato registrato anche un aumento di perdita di bestiame, in particolare di ovini e caprini a causa delle predazioni dei lupi. Bisogna cambiare impostazione di sistema dando criteri nuovi più accettabili, bisogna contenere la diffusione sul territorio degli ungulati (caprioli e cinghiali) facendo calare la pressione sulle produzioni agricole, i rimborsi dei danni devono avere modalità certe e tempistiche reali il tutto collegato ad una normativa nazionale e regionale sulla caccia che armonizzi le diverse esigenze sul territorio dalla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela delle nostre aziende agricole e consenta l’esercizio equilibrato delle attività venatorie”- conclude il presidente di CIA Savona.

Venerdì 17 maggio, una delegazione di agricoltori e sindaci del territorio incontreranno il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore Stefano Mai per “proporre un nuovo disegno di legge che possa trovare una strada definitiva alla risoluzione del problema dell’invasione degli ungulati, e dei conseguenti danni delle coltivazioni agricole, rischi per la pubblica circolazione e la salute pubblica”. La CIA chiede di sostituire il concetto di “tutela” con quello di “gestione”. Il titolo dovrebbe diventare: Norme per la gestione della Fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio; ricostituire il Comitato tecnico faunistico venatorio, ma presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. «Va sancito il principio che, in linea generale, le specie di recente ibridazione non sono da conservare, ma da eradicare, anche per un’effettiva tutela delle specie autoctone; le attività di controllo della fauna selvatica non possono essere delegate all’attività venatoria. Il controllo anche quando prevede l’abbattimento selettivo dei selvatici deve essere svolto da personale pubblico e/o dagli addetti dell’attività venatoria. Deve essere prevista la possibilità di istituire e rafforzare personale ausiliario, adeguatamente preparato e munito di licenza di caccia, per essere impiegato dalle Autorità competenti in convenzione; deve essere rafforzata l’autotutela degli agricoltori. Gli agricoltori sui propri fondi devono poter essere autorizzati ad agire in autotutela, anche mediante abbattimento con armi da fuoco, se muniti di licenza di caccia o se convenzionati con il personale ausiliario indicato nel punto precedente; risarcimento totale del danno. Laddove, malgrado le azioni preventive ed i piani di contenimento, le attività agricole, anche connesse, abbiano subito danni da fauna selvatica, i proprietari ed i conduttori dei fondi abbiano diritto al risarcimento totale della perdita subita. (Tale principio necessita di notifica a Bruxelles); tracciabilità della filiera venatoria. Occorre assicurare un miglior controllo ed adeguata tracciabilità della filiera venatoria, partendo dalla presenza di centri di lavorazione, idonei ed autorizzati, in tutte gli areali di caccia». L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività organizzate dall’associazione agricola nazionale. Infatti, giovedi 16 maggio, la proposta di legge sarà presentata a Roma, mentre il giorno successivo tutte le delegazioni di CIA sottoporranno la proposta di modifica sulla caccia alle Regioni di appartenenza.

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