Turismo: arte, cultura e ambiente, per il rilancio di un comparto strategico dell’economia italiana

Savona / Matera. Turismo e Cultura binomio vincente in Italia, Paese che detiene il primato per disponibilità di patrimonio artistico mondiale, con 53 siti Unesco, quasi 5mila siti culturali tra monumenti, musei e aree archeologiche, ma anche con le innumerevoli iniziative culturali, festival, sagre e produzioni enogastronomiche che caratterizzano l’identità del territorio. Da una delle città più antiche del mondo, Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, la Fisascat Cisl rilancia sulla necessità di investire nel comparto turistico, volano di crescita e occupazione con un contributo totale all’economia italiana nel 2017 di 223,2 miliardi di euro, pari al 13% del Pil, 426 milioni di presenze nel 2018 e oltre un milione e mezzo di addetti. “I luoghi della Storia, Arte, Cultura e Ambiente per il rilancio dell’economia turistica italiana” è il leit motiv della tavola rotonda promossa dalla categoria cislina nella città dei sassi, dichiarata vergogna d’Italia negli anni ’50 per arretratezza e sottosviluppo, oggi simbolo di rinascita e memoria di un meridione che non smette mai di stupire, come ha amabilmente sottolineato il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri nei saluti di apertura.

È il segretario nazionale della Fisascat CislFabrizio Ferrari, nella relazione introduttiva alla kermesse, moderata dal segretario generale della Fist CislPierangelo Raineri, a sottolineare la necessità “di una strategia di sviluppo che punti all’integrazione dei contenuti, perché  l’unicità del patrimonio culturale italiano arricchita dalle eccellenze enogastronomiche e del made in Italy è un vero vantaggio competitivo rispetto alle altre destinazioni nel mondo, e alla destagionalizzazione per un turismo accessibile tutto l’anno”. Il sindacalista ha poi evidenziato che “occorrono politiche di investimento nello sviluppo e nella valorizzazione dell’occupazione destinata a raggiungere quota 4 milioni nei prossimi 10 anni, secondo stime del World Travel Tourism Council” e che “la contrattazione ha un ruolo di primo piano nell’attivazione dei percorsi di formazione professionale attraverso la bilateralità di settore e nel rilancio del territorio”. Il presidente Fondazione Matera 2019Salvatore Adduce ha evidenziato che “i fallimenti nella storia dell’umanità sono stati all’ordine del giorno ma hanno rappresentato una spinta a ottenere il successo desiderato in un territorio che con politiche attive e buone pratiche può giocarsi oggi la carta dell’accoglienza”.  Il passaporto dell’abitante culturale è una delle originali invenzioni di Matera 2019 che Adduce definisce “uno degli esperimenti innovativi che consente al turista, pagando una quota minima per tutto l’anno, di accedere agli eventi programmati in un’ottica di sostenibilità”. “Questo in una Regione, la Basilicata – ha poi rimarcato Patrizia Minardi, dell’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici della Regione Basilicata – che riconosce nella cultura il valore identitario e una risorsa per lo sviluppo, veicolo di inclusione, fondamentale perno di crescita, e che per la prima volta ha investito nella programmazione triennale degli eventi con risorse dedicate nel piano regionale dello spettacolo e sulla promozione digitale, sviluppando un’occupazione di oltre 10mila addetti dal 2016 al 2018”.

Ed è proprio sulla buona occupazione, sull’innovazione e sulla ricerca, come anche sugli investimenti e sulla promozione che si basa l’intrapresa economica del modello cooperativo aziendale nel turismo e nella cultura realizzato da Confcooperative Cultura Turismo e Sport. Il vicepresidente nazionale con delega al mezzogiornoDomenico Bracciodieta, tra i relatori all’iniziativa, ha sottolineato che “cultura e turismo sono un connubio fondamentale per lo sviluppo sostenibile” e che “il modello cooperativo persegue finalità sociali quale il benessere dei residenti e dei turisti, in un evoluto sistema di partenariato pubblico e privato con al centro la persona ed il lavoro”. Senza dimenticare poi il ruolo della promozione del Paese Italia che, secondo le recenti stime Bankitalia, nel 2018 ha registrato un maggiore afflusso dei turisti stranieri saliti a 93,8 milioni contro i 90,6 dell’anno precedente. Il presidente dell’EnitGiorgio Palmucci, reduce dall’Itb di Berlino, ha sottolineato che “i turisti sono sempre più interessati a scoprire angoli e destinazioni poco conosciuti, nella ricerca non solo di un turismo materiale ma anche immateriale ma anche fatto di sensazioni, emozioni”. “Per rinnovare le strategie – ha aggiunto Palmucci – occorre un dialogo continuo tra istituzioni ed attori coinvolti per attrarre i turisti che, nel 2030, saranno oltre 1 miliardo e 700 milioni a livello mondiale”. È il segretario generale della Fisascat CislDavide Guarini a ribadire “il ruolo del sindacato e della contrattazione nella valorizzazione del turismo, settore labour intensive dove anche l’occupazione e le risorse umane sono patrimonio da preservare con adeguate politiche di sistema e di ammortizzatori sociali dedicati per supportare una caratteristica strutturale del comparto, la stagionalità”. Il segretario generale aggiunto della CislLuigi Sbarra, che ha chiuso i lavori della tavola rotonda, suggerisce di “coltivare la cultura dello sviluppo sostenibile che riconosce nella difesa del creato e nella valorizzazione ambientale qualcosa di compatibile e coessenziale all’attività produttiva”. E ancora, in un settore emblematico come il turismo, il sindacalista ha sottolineato la necessità di agire sulla leva “del coordinamento e della concertazione tra tutti i soggetti coinvolti, rinnovando il ruolo sussidiario del sindacato nell’attività contrattuale e di rappresentanza e di creazione di sistemi di tutela e protezione dei lavoratori”. “La parola d’ordine – ha concluso il sindacalista – è quella di fare sistema tra le amministrazioni, le agenzie, i tour operator, i vettori, le strutture ricettive e della ristorazione che vanno orientate su modelli diversificati e sulla destagionalizzazione, in una nuova strategia organica con sinergie che incrociano politiche economiche e ambientali, valorizzando le prerogative della contrattazione decentrata, e sciogliendo il nodo delle infrastrutture con nuove politiche di investimento e sostegno ai modelli territoriali”.