Antigone, in “una Tebe post industriale, dal cielo plumbeo e rosso dei bagliori del fuoco”…

Alassio. “Ho immaginato una Tebe post industriale, dal cielo plumbeo e rosso dei bagliori del fuoco. Mi interessa immaginare ciò che c’è fuori dalla reggia di Creonte, immaginare i risultati del suo arido modo di governare, attento a difendere i suoi confini, a creare leggi ad hoc per mantenere il potere, ‘dando l’esempio’, ma di fatto riconducendo la sua politica ad uno stato del terrore”. Per la rassegna teatrale alassina diretta da Giorgio Caprile lunedì 18 febbraio – ore 21 – sul palco dell’ex Anglicana andrà in scena la tragedia “Antigone” di Vittorio Alfieri (Produzione Fondazione G. Accomazzo per il Teatro; Regia: Marco Viecca; Scenografie: Claudio Zucca).

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In scena insieme all’attore/regista Marco Viecca (Creonte) ci saranno Daniela Placci (Antigone), Eros Papadakis (Emone) e Rossana Peraccio (Argia); nella rivisitazione dell’Antigone alfieriano proposta da Viecca si rivivrà l’attualità dell’inattuale: “Il modo di pensare al ‘bene della città’ di Creonte, a questo drogato concetto di ragion di stato, capace soprattutto di cristallizzare la vita sociale ed evolutiva della stessa, trascinando Tebe in un’ipotetica crisi economica, ecologica, culturale, di fatto distruggendola, mi ricorda molto quello che sta accadendo oggi, o che (siamo nel campo dell’immaginazione, o almeno spero) potrebbe succedere al nostro mondo, dove i potenti sono attenti solo al dato economico, inteso come mantenimento del proprio status, incapaci di attivare politiche di crescita e sviluppo”.
(effe)

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