Savona, la mediazione civile nei conflitti familiari: utilità ed utilizzo

Savona. Venerdì 26 ottobre 2018 presso la Sala dell’Ordine degli avvocati Tribunale di Savona si svolgerà il convegno che ha come tema “La mediazione civile nei conflitti familiari: utilità ed utilizzo”. Organizzato da Aequitas ADR, interverranno al convegno professionisti esperti nel settore, tra i quali l’Avv. Samira Mohamed e l’Avv. Daniela Giaccardi, del Foro di Savona, l’Avv. Maria Paola Tagliaferri di Piacenza, la Dott. Maura Montalbetti, Mediatore Familiare ASL 2, l’Avv. Carlotta Farina, esperta di diritto di famiglia e componente del COA di Genova, la Dott. Monica Brondi, Creativo e business coach, ed infine l’Avv. Diego Comba Presidente di Aequitas ADR.

«Spesso siamo portati a pensare che i Tribunali siano solamente luoghi di soluzione draconiana del conflitto: c’è chi ha ragione e chi ha torto e spetta sempre al Giudice decidere» spiegano gli organizzatori del convegno: «Una visione manichea che difficilmente si può applicare alla famiglia che deve riorganizzarsi dopo la fine di un amore. Nelle vicessitudini familiari non sempre una netta decisione risolve il problema: alcune volte apporta un ulteriore carico di dolore. Nel momento patologico della coppia, dovremmo pensare ai figli, alla loro serenità, alla loro incapacità di sopportare il peso di un distacco doloroso, ma nel frattempo il papà e la mamma, devono analizzare una situazione complessa psicologicamente, economicamente e, prima ancora affettivamente».

«Esistono però strumenti alternativi, e uno dei più interessanti è la mediazione familiare: un professionista, imparziale, specializzato e formato ad hoc, che aiuta le parti a trovare i giusti canali di comunicazione, a individuare una soluzione concordata del loro conflitto e a  riorganizzare le relazioni dopo la separazione. La mediazione familiare – se svolta in maniera volontaria, responsabile e non in contrapposizione con “la soluzione legale” – fornisce alle parti gli strumenti utili per sciogliere i nodi attuali ma anche quelli futuri, limitando gli effetti dannosi che la rottura del rapporto provoca sui figli.»

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