Odissea al Teatro Romano Di Albenga

Il teatro romano di Albenga mercoledì 25 luglio alle ore 21 si apre eccezionalmente al pubblico e ospita uno spettacolo di Teatro Pubblico Ligure, “come nuova perla del circuito STAR – Sistema Teatri Antichi Romani, nato per iniziativa di TPL in accordo con i Poli Museali Italiani, le Regioni e il Ministero dei Beni Culturali”. L’appuntamento si svolge con il sostegno del Comune di Albenga nell’ambito di “Luglio Ingauno”. “Sono orgoglioso – ha dichiarato il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano – che i cittadini riescano a riappropriarsi dell’anfiteatro, un luogo mitico, sconosciuto, che viene aperto con uno spettacolo imperdibile”.

Come anticipazione, sabato 16 luglio si svolgerà “Aspettando il Ciclope”, una visita guidata ai monumenti funerari di epoca imperiale lungo il tracciato della via romana Julia Augusta., con ritrovo alle ore 17 ad Albenga in piazza San Michele, davanti al Civico Museo Ingauno.

Nel sito archeologico di Albenga sulla via Julia Augusta, facilmente raggiungibile da Albenga e Alassio, mercoledì 25 luglio andrà invece in scena “Odissea un racconto mediterraneo”, grande storia mitica di cui Mario Incudine e Antonio Vasta presentano il canto IX dedicato al Ciclope. È un vero e proprio concerto di musiche e parole, in cui le parole di Omero si cambiano con i testi di Luigi Pirandello in siciliano e di Camillo Sbarbaro, nato a Santa Margherita, poeta dalla genesi creativa originalissima, il sui valore è soggetto a una progressiva e costante rivalutazione. Incudine “è un artista versatile, che unisce canto e recitazione con una naturalezza più volte apprezzata in Liguria, tanto che ormai si è formato un gruppo di fedeli appassionati, puntuali alle sue esibizioni. Una carriera in ascesa che oggi prosegue in tournée con uno dei cantanti più popolari della musica leggera, Biagio Antonacci”.

In questo caso Incudine e Vasta, fra i protagonisti de “Le Supplici” diretto da Moni Ovadia al Teatro Greco di Siracusa, sono protagonisti del Ciclope, il primo cunto di Odisseo. È il racconto con cui inizia la “versione di Odisseo”. Alla reggia di Alcinoo, Odisseo ascolta Demodoco il cantore narrare della guerra di Troia e dei ritorni degli eroi sopravvissuti. Odisseo piange e si rivela ad Alcinoo. Omero dal racconto in “oggettiva” passa al racconto in “soggettiva”. Odisseo dipana per Alcinoo il filo delle sue avventure ed inizia con gli “effetti speciali”, con il ciclope Polifemo, certo di catturare l’attenzione del re e di ottenere da lui navi per tornare ad Itaca. Mario Incudine, artista di straordinario talento, attore, cantante, scrittore, reduce dal successo de Le Supplici a Siracusa di cui ha firmato la regia con Moni Ovadia e di cui è stato interprete e traduttore in lingua siciliana, affronta a suo modo questo “cunto”. Lo trasforma in un vero e proprio canto con musiche scritte appositamente da Antonio Vasta, suo fidato collaboratore.

Il Ciclope di Omero si contamina con la riscrittura di Pirandello e di Sbarbaro, entrambi “traduttori” del Ciclope di Euripide. Ed è interessante notare che Pirandello lo traduca a ridosso della prima guerra mondiale e Sbarbaro delle seconda. Il Ciclope anche questo è: la forza bruta contro l’intelligenza, la violenza contro l’accoglienza.

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