Laigueglia, tradizioni religiose perla Settimana Santa; A Dita e prucesciùn du Signù Mòrtu

Laigueglia. Giovedì Santo, la Confraternita di s.Maria Maddalena, dopo la partecipazione alla s.Messa dell’Ultima Cena del Signore alle ore 18:00 in s.Matteo, riproporrà durante l’adorazione comunitaria delle ore 21:00 i tradizionali canti delle “lezioni”.

Nell’ambito di un recupero culturale e religioso di fede prettamente polare, i Confratelli di s.Maria Maddalena riproporranno oltre ai canti salmodiati delle lamentele di Geremia, le così dette Lezioni, l’Ufficio delle Tenebre che veniva anticamente cantato davanti al “Sepolcro”.

Nella chiesa di s.Matteo si alzeranno nuovamente gli antichi canti del Vexilla, cantato in coro, dell’Adoramus de Christe e del Recordemini per solisti più coro.

Anticamente la serata del Giovedì Santo era conosciuta come “la serata dei 50 citti (centesimi)”, infatti era l’occasione propizia per concordare matrimoni. Le ragazze di Laigueglia, molte iscritte alla Congregazione delle Figlie di Maria, si facevano particolarmente belle e per i Confratelli era la serata adatta per mettersi in mostra, e se una ragazza otteneva uno sguardo era come se avesse guadagnato appunto 50 centesimi.

Domani Venerdì Santo, proseguono gli appuntamenti tradizionali della Confraternita con la Dita alle ore 20:30 presso l’Oratorio omonimo di s.Maria Maddalena, a seguire la processione du Segnu Mortu per le vie del centro storico.

Venerdì Santu, A Dita e prucesciùn du Signù Mòrtu.

A Dita, letteralmente “la detta”, cioè l’impegno verbale. Si svolge mezz’ora prima della Processione ed è tuttora una singolare “asta” per assegnare l’onore al miglior offerente il trasporto a braccia dei simboli della Passione: U Signù Mortù (la cassa del Cristo Morto, la più ambita), a Cruxe Grossa (la Croce grande), a Picenina (la Croce Piccola) ed i Mistèi (i Misteri, 12 insegne con i simboli della Passione).

Tale rituale si perpetua da secoli (fatta un’eccezione dal 1800 al 1825 per veto napoleonico) per dare un ordine alla Processione ed ai trasportatori, essendo allora ben otto le Confraternite laiguegliesi e parecchie le Associazioni (artigiane, marinare, dei pescatori..) che si accordavano in precedenza per raccogliere una somma cospicua da offrire durante a Dita. Seduto sul suo scanno il Priore con accanto il Cassiere e i Consiglieri della Confraternita inizia l’asta offrendo per primo il Signore Morto, seguendo un testo dialettale tramandato da secoli da Confratello a Confratello:

“U l’è stotu offertu… franchi pè purtò u Signù Mortu in prucesciùn,…franchi pè a Cruxe grossa, …franchi pè a Picenina e …franchi pè i Mistèi ( sono state offerte, la cifra indicata in franchi sostituisce dapprima le lire ed ora l’euro, per portare in processione il Signor Morto, …franchi per la Croce Grossa, …franchi per la Croce Piccola e ….franchi per i Misteri. Se le offerte tardono ad arrivare o languono il Priore agginge la seguente strofa: Se ghe fusse quarche maggiure offerente che se presente che l’ua se fa torda e duvemmu delibeò”.

Le offerte vengono presentate da un portavoce che fa la spola dentro e fuori l’Oratorio comunicando le cifre al banditore che le comunica ai fedeli. Alla fine batte tre colpi di martello per assegnare in successione ogni simbolo della Passione.
Quindi si compone il corteo processionale al quale segue la Statua della Madonna Addolorata al canto del Miserere, attraversando il centro storico, addobbato dalle lanterne illuminate appese alle finestre, dove ancora adesso i pochi pescatori rimasti trasportano i loro gozzi illuminati dalla lampare.

Quest’anno inoltre l’Associazione “Mestei e Segnue” nella persona del responsabile culturale Emilio Grollero si è fatta promotrice di recuperare i Misteri (aste in legno dove sono dipinti i simboli della passione) andati perduti nei secoli. Di concerto con la Confraternita di s.Maria Maddalena, il maestro e pittore Renato Rossi ha realizzato 4 misteri mancanti, esattamente quelli raffiguranti la corona di spine, la colonna della flagellazione, l’ascia e il classico saracco del falegname. Saranno ufficialmente consegnati al Priore durante la dita di venerdì.
Al rientro nella Chiesa parrocchiale i Confratelli eseguono i canti della Passione, seguiti dalla Benedizione solenne.

I proventi dell’asta ieri come oggi vengono adoperati sia per opere di carità che per restauri dell’Oratorio. A differenza del passato dove era un’asta vera e propria con offerte al rialzo, ad oggi giorno la cifra battuta corrisponde al totale di tutte le offerte ricevute per ogni singolo simbolo. Quindi non è necessario offrire obbligatoriamente una cifra sempre più alta, visto che ogni, anche piccola offerta, contribuirà ad aumentare la cifra totale alla quale saranno offerti i singoli simboli della Passione.

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