Albenga in lutto: morto l’ex sindaco e neoparlamentare Rosy Guarnieri

di Fabrizio Pinna – È lutto ad Albenga. All’alba di questa mattina, ricoverata all’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure Rosy Guarnieri si è spenta dopo un periodo di malattia vissuto con vigore e discrezione, tanto da essersi spesa a fondo nell’ultima campagna elettorale nonostante le sue condizioni di salute, battagliando nell’agone politico/amministrativo, grande passione della sua vita che le ha regalato una delle ultime gioie.

Nata nel 1952, 66 anni, sposata e madre di due figlie, Rosy (Rosalia) Guarnieri alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 era stata eletta alla Camera dei deputati nel listino proporzionale della Lega (circoscrizione Liguria 1 Ponente). Prima donna ad essere eletta sindaco nella Citta delle Torri (2010-2014), dal 1997 al 2018 Rosy Guarnieri è stata consigliere comunale nella città ingauna dove ha ricoperto anche la carica di assessore all’ambiente, commercio e sicurezza tra il 2001 al 2005 nella giunta Zunino. Ex assessore provinciale nel periodo 2009-2011 a Viabilità e all’Edilizia scolastica in Palazzo Nervi a Savona, dal 2011 al 2016 è stata componente del consiglio direttivo della società Albenga-Garessio-Ceva.

Albenganese da sempre ma di origine siciliana – era nata a Villalba, paese in provincia di Caltanisetta al quale avrebbe voluto intitolare simbolicamente una piazza in memoria dell’immigrazione meridionale (vedi articolo a firma Mary Caridi) degli anni Cinquanta e Sessanta nella piana ingauna – Rosy Guarnieri ha animato per anni l’associazione Santa Lucia che ogni anno organizza ad Albenga l’omonima fiera.

Nel cordoglio, come ultimo saluto il Corsara vuole ricordarla con alcune foto d’archivio (effe) e attraverso la sua voce più intimista, in controluce, riproponendo l’intervista “inusuale” che Rosy Guarnieri rilasciò a Sandra Berriolo in occasione delle elezioni comunali del 2014.

Come reagisci alle provocazioni?
Con moderazione subito, ma poi reagisco eccome con la cognizione dei fatti.

Musica: Beatles o Rolling Stones?
Preferisco i Beatles perché la loro musica è più romantica anche se mi piacciono entrambi. Rappresentano la mia adolescenza. Adesso ascolto in particolare Vasco, ma tutto ciò che è ritmo mi piace. Forse ascolto tutto superficialmente, ma ci sono le mie figlie che mi tengono aggiornata.

Topolino o Paperino?
Paperino perché è una figura apparentemente fragile ma al momento buono dimostra il suo essere. Mi piacciono i fragili e lui si cura anche dei nipotini e deve combattere col potere dei soldi.

Don Camillo o Peppone?
Don Camillo perché deve agire in un modo che è diverso da quello che la sua posizione richiederebbe; ma combatte con passione per tutto il suo paese e non solo per una parte.

Totò o Buster Keaton?
Totò perchè è più popolare ed esprime il disagio sociale della società italiana di quegli anni.

Libri.
Ho letto tutto di Camilleri perché è il collante con la mia terra; ci trovo il modo di parlare, di pensare, di agire, i luoghi, il cibo. Leggendo i suoi libri, e non solo quelli con Montalbano, ho capito che la mia sicilianità è impegnarmi con passione in quello che credo.

Film: a casa o al cinema?
In genere a casa.

Un film che ti ha colpito particolarmente.
“Il miglio verde” per il tema sociale dell’ingiustizia: mi dan fastidio le ingiustizie giudiziarie. Ma se devo dire un film per me simbolico è “Nuovo cinema Paradiso” perché ci ho ritrovato esattamente l’atmosfera del cinema del mio paese in Sicilia: stessa gente, stessi comportamenti.

Genere preferito.
I film storici e d’epoca; ho scoperto tardi questa passione visto che a scuola la storia non mi appassionava granché.

Chi vorrei essere in un film?
Meryl Streep perché riesce a dare il massimo in ogni parte che interpreta.

Sport praticato in passato.
Il tennis. E attualmente? Nuoto quando vado in Sicilia, perché qui non ho mai tempo di andare al mare; il tapis roulant la mattina a casa.

Che tipo di tifoso sei?
Sono fan sfegatata di Valentino Rossi: è l’unico uomo per cui mi posso alzare anche alle cinque di mattina, per vedere la gara.

Cucina.
Mi piace in particolare tutta la cucina tradizionale; sono brava a cucinare ligure e siciliano, ma provo a fare piatti i ogni regione italiana. Adesso che ho più tempo di prima ho ricominciato a invitare gli amici. In questi giorni parte come ogni anno l’”operazione cannolo” per Pasqua: ne preparo a centinaia con la collaborazione di tutti, anche amici che vogliono intervenire, perché oltre al ripieno faccio anche la pasta esterna con una ricetta segreta. Casa mia diventa in quei giorni una catena di montaggio.

Se fossi un dolce, quale?
Beh ovviamente il cannolo, perché ha la corazza esterna ma dentro è morbido e dolce.

Mare o montagna?
Mare se devo pensare a una vicinanza costante. La montagna è più solitaria, il mare è più vivo e movimentato, anche per la gente.

Viaggi.
Ho visto tutte le Regioni d’Italia e continuo a preferire le gite italiane perché voglio conoscere ben il nostro Paese e poi punto molto sull’enogastronomia: ricordo di ogni posto i ristoranti che valgono la pena.

Lavori di casa.
Ovviamente ci sono più abituata degli uomini ma a volte sono anche utili: molte idee o riflessioni importanti mi vengono mentre passo il Folletto.

Piccole riparazioni?
Spesso ci provo, soprattutto con l’aiuto di una delle mie figlie, ma altrettanto spesso devo poi chiamare il tecnico.

Vino bianco o rosso?
Bianco ma solo a causa di una intolleranza.

Stagione preferita.
L’estate; io non sopporto le mezze stagioni.

Animali.
Preferisco i cani; ne ho preso uno proprio da poco, salvandolo dai maltrattamenti.

Scuola: il primo giorno.
Ho pianto tanto perché non ci volevo andare: non ero abituata perché non ho fatto l’asilo. Delle Medie qui ad Albenga ricordo quando con altri compagni perdevamo il bus da Bastia perché ci fermavamo a comprare la focaccia alla cooperativa; così venivamo a piedi sull’argine del fiume correndo per non arrivare tardi.

Rapporto con la tecnologia?
Me la cavo, soprattutto da quando mi mancò per un periodo l’addetto stampa e così ho imparato per non essere isolata: mandavo mail a tutti gli uffici a tutte le ore e rispondevo a tutti per le lamentele allo sportello del cittadino.

Programmi Tv.
Vedo poca tv.

Mezzo di trasporto preferito.
Treno e aereo, soprattutto da quando mi son resa conto che gli incidenti aerei sono meno di quelli automobilistici.

Cosa volevi fare da grande?
Confermo quello che dissi per il “Mangiavamo pane e olio”: la cameriera perché ero contenta di essere al servizio della gente.

Cosa hai fatto che non avresti mai pensato.
Di appassionarmi alla politica amministrativa nel ’97. Tanti anni fa mio padre mi iscrisse ad un partito ma io contestavo sempre la politica e quell’esperienza durò poco. Dopo tanti anni mi sono ricreduta.

*Nella foto: Rosy Guarnieri mostra la pagina dove racconta la sua infanzia nel libro “Mangiavamo pane e olio” di Sandra Berriolo

Messaggi di cordoglio per la scomparsa di Rosy Guarnieri

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