“Bella Ciao” in Consiglio regionale, Costa: “non approvo simili sceneggiate”; la replica di Paita

Andrea Costa, capogruppo di Liguria Popolare-Noi con l’Italia, ritorna sulla polemica nata ieri in Regione per la bocciatura e il mancato dibattito in Consiglio di una mozione per la promozione della cultura antifascista presentata dai gruppi di minoranza.

Nel mirino di Costa in particolare il comportamento dell’opposizione consiliare di centrosinistra che martedì mattina ha intonato in aula “Bella Ciao”, determinando così la sospensione dei lavori consiliari. «Non entro nel merito della questione che si stava dibattendo, ma non approvo simili sceneggiate; i consiglieri regionali sono pagati, e anche bene, non per cantare, ma per lavorare seriamente, occupandosi dei problemi della gente. – dice – E questo si traduce nel varo di iniziative e leggi che hanno come obiettivo primario quello di andare incontro alle esigenze dei cittadini. Simili colpi di teatro, a mio avviso, contribuiscono ad allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica e dalle istituzione in un momento in cui, invece, sarebbe bene cercare di accorciare le distanze, per andare incontro a necessità e bisogni. – dice – Sono convinto che la gente non approvi simili sceneggiate: c’è bisogno di risposte concrete e serie ai problemi dei cittadini che , forse, si sentono un po’ presi in giro di fronte ad un’aula consiliare che si trasforma in un’arena».

«Ritengo che la sala del Consiglio regionale sia un luogo di lavoro, dove ci si confronta e si discute civilmente, con toni rispettosi seppur con posizioni legittimamente diverse. Le proteste accese e “colorite” casomai devono essere lasciate ad altri momenti, ad altri luoghi. Fatti come quelli d ieri – conclude Costa – alimentano l’antipolitica e la sfiducia nelle istituzioni: non ha ragione chi urla di più o chi fa il colpo di teatro più eclatante e la gente questo lo sa».

La replica di Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria

«Vedi caro consigliere Costa, ieri a Genova, prima in Consiglio regionale e poi in Consiglio comunale, abbiamo visto una scena a cui mai avremmo pensato di assistere, con la maggioranza di destra incapace di dire se sia giusto proibire a gruppi fascisti, autori di atti violenti e squadristi, l’utilizzo di spazi pubblici. Ma è ancor più grave che in entrambi i casi si sia impedito, con modalità diverse, persino il pronunciamento dell’aula su questo tema. Ma anche se gli esponenti della destra fanno di tutto per evitare di affrontare la questione, la vicenda continuerà a turbare le loro coscienze confuse. È così difficile per questa maggioranza riconoscere il valore della Resistenza e della Costituzione, pronunciando con nettezza la parola antifascismo? Dire con noi un no forte e chiaro al fascismo e al razzismo? E perché li infastidisce così tanto Bella ciao? In questi giorni, cari consiglieri di destra, la sentirete cantare sempre più spesso. Perché è un canto di libertà, che servirà a farvi tornare la memoria storica, per costringervi a dire da che parte state. E se non avrete questo “coraggio”, non vi resterà che provare vergogna.»

[AGGIORNAMENTO: h. 18.30]

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