Cia: etichetta nutrizionale su vino inutile e onerosa

Mirco Mastroianni (Cia): etichetta nutrizionale su vino inutile e onerosa. L’Unione Europea chiede ai viticoltori di realizzare, entro un anno, apposite etichette contenenti ingredienti, calorie e valori nutrizionali per ogni tipologia di vino, ma i produttori savonesi non ci stanno e sono pronti a dare battaglia.

Secondo la commissione europea, dal nuovo provvedimento a tutela del consumatore saranno esentati i prodotti con contenuto alcolico inferiore all’1,2 per cento per volume, mentre per il mondo agricolo “è un nuovo balzello che porterà ulteriori aggravi burocratici e costi aggiuntivi che alla fine si ripercuoteranno anche sui consumatori finali”.
“Per la realtà vitivinicola, questa nuova azione a tutela dei consumatori non solo è inutile, ma addirittura pericolosa perché vorrebbe dire mettere a rischio chiusura le piccole aziende che quotidianamente combattono contro la burocrazia imposta dalle altre normative – dichiara il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Savona Mirco Mastroianni -. Comprendo la necessità di tutelare il consumatore, ma secondo il nostro punto di vista questo nuovo provvedimento dovrebbe essere limitato ai prodotti alcolici che nella maggior parte dei casi si rivelano vere e proprie ‘bombe’ ipercaloriche. Vorrei ricordare, inoltre, che la vendita dei prodotti alcolici è già di per sé regolamentata, e che diversamente da altri prodotti agricoli, ne è vietata la vendita ai consumatori al di sotto dei 18 anni. Ai burocrati di Bruxelles forse sfugge che il vino è un prodotto che nasce dalla fermentazione naturale dell’uva e non da un processo industriale su larga scala. Peraltro, qualsiasi operazione effettuata dai viticoltori dopo la fermentazione, come l’aggiunta di alcool o l’acidificazione, deve essere comunicata all’organo di controllo preposto che stabilisce i quantitativi minimi e massimi su cui poter intervenire. Il vino, quindi, prima di essere messo in commercio è stato già controllato e regolamentato dall’ufficio di competenza”.

“Non è pensabile chiedere ai produttori locali di realizzare specifiche etichette per ognuna delle tipologie di vino prodotte – continua il presidente di CIA Savona -. Questa è una richiesta assurda se si pensa di poterla applicare su scala nazionale, dove si dovrebbe mettere mano su oltre 500 denominazioni riconosciute, alcune delle quali realizzate da grandi produttori, figuriamoci in una realtà piccola come la nostra, dove le aziende sono a conduzione familiare e realizzano prodotti di nicchia in grado di soddisfare le esigenze di pochi. In provincia di Savona le aziende produttrici sono circa 50, la maggior parte delle quali producono meno di 20 mila bottiglie all’anno. Ci sono aziende poi che allargano la produzione a 30-35 mila, ma quelle che sorpassano le 50 mila si possono tranquillamente contare con le dita. Nuovi provvedimenti genererebbero oneri aggiuntivi e complicazioni eccessive, che sarebbero insostenibili per le nostre imprese vitivinicole, ed i costi aggiuntivi inevitabilmente si ripercuoterebbero anche sul consumatore finale. La CIA di Savona è pronta a dare battaglia. Se a livello nazionale si dovessero realizzare azioni di protesta, siamo pronti a scendere in campo per fare sentire anche la nostra voce”, conclude Mastroianni.