Rotary Club Alassio, Prof. Nicola Nante: come misurare l’efficacia degli interventi sanitari?

Il socio Nicola Nante, su invito del Presidente del Club Rotary di Alassio, Filippo Bonfiglietti, ha tenuto l’altra sera una prolusione dal titolo “come misurare l’efficacia degli interventi sanitari”

Nicola Nante è Professore Ordinario di Igiene Generale ed Applicata (MED/42) presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Universitá di Siena. E’ autore di 390 pubblicazioni scientifiche, relative soprattutto ai seguenti argomenti:Epidemiologia descrittiva e valutativa; Programmazione, organizzazione e gestione dei servizi sanitari; Igiene ambientale(con particolare riferimento all’approvvigionamento idrico ed all’ambiente ospedaliero); Epidemiologia e profilassi delle malattie infettive (con particolare riferimento all’influenza ed alle infezioni iatrogene).
Nella Sua presentazione all’ingresso nel club, un anno fa, si era definito “epidemiologo vocato all’analisi dei bisogni ed alla misurazione della salute procurata dall’arte medica e dal sistema sanitario alla comunità”.

Tali misure, unitamente a supporti culturali di natura economica e sociologica, costituiscono il fondamento del Suo principale ambito scientifico, la programmazione sanitaria, intesa come supporto tecnico alla decisione manageriale su scala aziendale o alla health policy su scala più ampia. Senza tali misure si sospetterà sempre l’inefficienza del sistema sanitario pubblico e la scarsa utilità della Politica che dovrebbe governarlo.
Con una serie di slide ha declinato il concetto di efficacia misurabile (% di raggiungimento dell’obiettivo), con strumenti clinici, soggettivi ed economici, a breve, medio e lungo termine, dal livello macro (popolazione) a quello micro (singolo professionista o singolo paziente).
Ha accennato agli scopi della Medicina e del Sistema Sanitario, ai quali occorrerebbe sempre fare riferimento, per evitare deviazioni dall’obiettivo principale, almeno formalmente dichiarato, di produrre salute quali-quantitativa, mistificandolo con il perseguimento di altre utilità.

Ha portato esempi di indicatori più o meno diretti e più o meno specifici: dalla speranza di vita (talmente generale da assurgere a “misura di civiltà”), alla mortalità evitabile con interventi sanitari su larga scala o a livello di singoli reparti.
E’ stato fatto cenno alle scaturigini, da una Sua ricerca senese, del Programma Nazionale Esiti, che oggi misura la qualità di tutti i reparti ospedalieri italiani.
È stato discusso della utile integrazione tra misure oggettive cosiddette “hard” (con ciò tradendo una certa autoreferenzialità della Medicina) e misure soggettive, cosiddette “soft”, ricavate psicometricamente dalle percezioni dei pazienti, delineanti profili di salute o valori sintetici di Health Related Quality of Life.

È stato, a modo d’esempio, quantificato con tecniche integrate il “guadagno di salute” procurato da interventi riabilitativi nella nostra zona. La valorizzazione economica di siffatti guadagni non è altrettanto facile come la quantificazione dei costi sostenuti per ottenerli. Gli algoritmi che consentono una tale valorizzazione costituiscono l’ “anello mancante” tra ricerca epidemiologica ed economica, rappresentando la debolezza dell’Economia applicata alla Sanità, che rende indispensabile la decisione politica (cosa da includere nei Livelli Essenziali di Assistenza?).