Cimento di Andora, il primo tuffo del 2017

Prima nuotata del 2017 ieri ad Andora per il tradizionale cimento di inizio anno: fra i 132 iscritti, si sono visti clown, ballerini in tutù , nuotatori in costumi d’epoca e tanto babbi Natale. A salutare gli ardimentosi del tuffo fuori stagione anche un gruppo di appassionati di SUP con le loro tavole.

“Questo cimento è stato l’occasione per iniziare al meglio il 2017. Dopo alcuni anni di assenza dal calendario delle manifestazioni,aver riproposto l’evento nella nuova data del primo dell’anno si è dimostrato una scelta vincente visto il successo di partecipanti e di pubblico. Tuffi, musica e gonfiabili sulla nostra spiaggia hanno fatto divertire migliaia di persone – ha dichiarato il vicesindaco di Andora Paolo Rossi anche lui fra i nuotatori  – Grazie alla Pro Loco, alla Capitaneria di Porto che insieme al supporto prezioso del Tortuga Beach e Bagni Holiday, del circolo Nautico e al sempre impeccabile Gianni Rossi hanno reso perfetta la realizzazione di questo primo dell’anno andorese” .

Il premio per il più giovane è andato a Alessandro Pavani, 6 anni, di Villanova Canavese, mentre l’oscar del più anziano lo ha conquistato Valentino Canavero, classe 1929, di Savona. Il gruppo più numeroso e’ stato quello ligure dei Nuotatori del Tempo avverso. Il più goliardico sulla spiaggia di Andora e’ stato il clown Enrico Centofanti di Genova.  L’ Associazione Albergatori di Andora ha offerto il soggiorno premio .

Il successo è un buon auspicio per il nuovo anno, dopo un 2016 ricco di soddisfazioni per l’amministrazione Demichelis: “Davvero  un bell’inizio per il 2017 dopo un 2016 già positivo che  ha visto Andora fra i comuni che hanno avuto il maggior incrementato le presenze e di arrivi di turisti in provincia di Savona – ha dichiarato il sindaco di Andora Mauro Demichelis -Siamo  pronti a replicare e migliorare quello che  è stato l’anno dei  record di eventi che, fra manifestazioni  culturali, di spettacolo e grandi ospiti,  ha posto Andora all’attenzione del pubblico ligure  e nazionale. Naturalmente si continua così.”