Liguria, Paita e Lunardon: “disastro sui treni, la regione intervenga”

«Le indiscrezioni sull’orario invernale dei treni liguri che entrerà in vigore il mese prossimo sono allarmanti». È quanto sostengono i due consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon.

«Dopo il disastro dell’anno scorso, la coppia Toti e Berrino, colpisce ancora e riesce nell’impresa di fare persino più danni del 2015», proseguono: «E pensare che stiamo ancora parlando di indiscrezioni. Chissà cosa accadrà quando potremmo vedere l’orario nella sua interezza. Per il momento, ciò che sappiamo è che: il treno veloce per Milano promesso l’anno scorso dal governatore non è mai stato preso realmente in considerazione; per andare a Roma, dal mese prossimo, occorrerà mezzora in più rispetto a oggi; il Frecciabianca per Torino del mattino è stato cancellato, in barba agli annunci sulla macroregione; sulla linea Genova-Acqui Terme sono rimaste tutte le problematiche dell’anno scorso e per quanto se ne sa criticità rimangono anche sulle altre linee verso l’interno e su quelle a lunga percorrenza».

«Insomma Genova è sempre più lontana da Milano, Torino e Roma (per non parlare di molte altre grandi città come Bologna e Firenze) e la Liguria fatica ad avere collegamenti decenti anche al proprio interno e con il Basso Piemonte. Il treno sta diventando un mezzo di trasporto sempre più costoso e lento, ma la Regione sta per firmare ugualmente un contratto di servizio con Trenitalia di nove anni (6 più 3), con la prospettiva di sottoscriverne uno nuovo di 15 anni a partire dal 2018 senza gara e completamente sbilanciato sull’acquisto di nuovi treni, quando bisognerebbe investire risorse anche sulla qualità del servizio. Toti e Berrino sembrano impotenti di fronte a questo vero e proprio tracollo dei trasporti».

«L’esempio dei collegamenti con Roma è lampante. Niente voli low cost e quindi prezzi altissimi per chi sceglie l’aereo; treni cari e sempre più lenti per chi opta per la ferrovia: la Capitale si allontana anno dopo anno e questa Giunta non è in grado di fare nulla. Qualità del servizio e tempi di percorrenza sono due elementi fondamentali per il rinnovo del contratto di servizio. E se la Regione si lamenta dei pochi soldi a disposizione, vorremmo ricordare che con i 30 milioni di euro che intende spendere per l’acquisto della reggia di De Ferrari si potrebbero fare molte cose, a cominciare dai trasporti. Come sostiene anche l’assessore genovese Sibilla le lettere di Berrino a Trenitalia contano poco: bisogna agire. E proprio in questa direzione va il tavolo chiesto dai sindacati con le Ferrovie, una proposta che anche noi condividiamo» concludono Raffaella Paita e Giovanni Lunardon.