Tar Liguria sospende la caccia in deroga allo storno

Con Decreto cautelare n. 215 del 3 ottobre 2016, notificato alle parti nel primo pomeriggio, il Presidente f.f. della 2° Sezione del TAR Liguria ha sospeso la Delibera della Giunta Regionale n. 567 del 17 giugno scorso, con cui si apriva la caccia in deroga allo storno per il periodo dal 25 settembre al 25 dicembre (la specie non è cacciavite, in base alla Direttiva UE del 1979 in materia di avifauna).

Nel provvedimento monocratico urgente del Presidente del TAR si fa riferimento ad “una situazione di estrema gravità ed urgenza” da rendere necessaria una prima sospensione, in attesa della pronuncia collegiale (sempre di sospensiva) prevista per il prossimo 27 ottobre.

Il ricorso ai giudici amministrativi è stato promosso dalle tre associazioni ambientaliste ed animaliste: Lega Abolizione Caccia, LAV ed Ente Nazionale Protezione Animali, patrocinate dallo studio dell’Avv. Claudio Linzola di Milano.
Sconfitte dunque al primo round la Regione Liguria e l’Associazione Nazionale Uccellatori ed Uccellinai (ANUU-Migratoristi), che aveva affiancato nel giudizio i legali della Giunta regionale.

Nell’acquisire la documentazione relativa a tutta la pratica, le Associazioni per la tutela della fauna avevano «appreso delle forti pressioni del mondo venatorio per ampliare, con la deroga per questa specie protetta a livello nazionale e comunitario, l’elenco delle specie cacciabili; è stato in particolare contestato il pretesto fasullo della tutela delle produzioni olivicole, col previsto abbattimento di 11.000 esemplari (da parte di 2.000 cacciatori autorizzabili ), includendo a tale scopo vastissimi territori dell’entroterra, in decine di comuni, non classificati come comuni olivicoli e/o privi di oliveti. Da oggi pomeriggio l’abbattimento di storni in Liguria torna ad essere violazione penale con rischio di sequestro giudiziario del fucile e delle prede abbattute per i trasgressori».

Lo scorso 3 dicembre 2015, per una delibera quasi identica relativa alla passata stagione venatoria, la Regione Liguria, oltre all’annullamento dell’atto, era stata condannata in via definitiva anche al pagamento di 5.000 euro di spese legali alle stesse associazioni ricorrenti LAC, ENPA, e LAV: «La Regione continua a distogliere risorse economiche ed energie di funzionari e dirigenti per fotocopiare e riapprovare senza vergogna deliberazioni che sono da anni oggetto delle motivate censure dei giudici amministrativi; il tutto solo per accontentare i piccoli capricci di una frangia minoritaria del mondo venatorio (il numero dei cacciatori liguri, peraltro, è precipitato a 16.000 nel 2016); sarebbe ora di finirla e di occuparsi di cose più serie ed urgenti”, dichiara Guglielmo Jansen a nome del coordinamento delle tre associazioni ricorrenti.