Dibattito nel Pd ligure su immigrazione, Regazzoni: “bene, ma ora proposte concrete per Ventimiglia, Savona e Genova”

Dopo l'”appello” a ridefinire la linea del partito lanciato nelle scorse ore da Simone Regazzoni, prosegue nel Pd ligure il dibattito sulle nuove strategie pragmatiche da seguire sulle questioni dell’immigrazione.

«Sono felice che la mia lettera aperta al Pd sull’immigrazione abbia aperto un dibattito. E ringrazio Lorenzo Basso, Renata Briano, Enrico Ioculano, Raffaella Paita per essere intervenuti», commenta Regazzoni: «Ho visto che si è sentito chiamato in causa anche l’assessore Edoardo Rixi, intervenendo su Twitter. Aveva voglia di polemizzare un po’. Io no: mi interessa solo il confronto per elaborare soluzioni concrete. Ho chiesto a Rixi cosa propone per i cittadini al di là di slogan come “stopimmigrazione”: ed è scomparso. Ma io so attendere».

Venendo ai dibattiti in corso, prosegue Simone Regazzoni, «Sono importanti: se si trasformano in proposte operative. In risposte pratiche ai problemi dei cittadini. Partiamo da qui: e confrontiamoci sul merito. Dentro e fuori il Pd. In questo momento a Ventimiglia abbiamo la fortuna di avere un sindaco, Enrico Ioculano, che, preso atto che il piano promesso dal ministro Alfano non ha funzionato, è riuscito a gestire al meglio una situazione difficilissima. E tuttavia il problema resta. Non possiamo dimenticarci dell’emergenza Ventimiglia. Non possiamo lasciare soli un bravo sindaco e la sua giunta. Questa situazione non può diventare cronica per Ventimiglia. Il Governo in primis deve averlo ben chiaro e battere un colpo».

«Poi abbiamo Savona, e la questione del centro di prima accoglienza nel quartiere di Legino. Dobbiamo evitare come opposizione il muro contro muro, e, ferme restando le esigenze di accoglienza, cercare di capire le esigenze della popolazione che quotidianamente vive nel quartiere e arrivare a una soluzione condivisa. Non ci sono decisioni che non possano essere riviste: le imposizioni sono un danno per tutti».

«Infine Genova», conclude Regazzoni: «La situazione nel Centro storico è drammatica. E di questo ha la responsabilità anche un Sindaco che, fino ad oggi, ha chiuso gli occhi, evitando accuratamente di affrontare il problema sicurezza. Serve un piano sicurezza ad hoc per il Centro storico e un modo nuovo di concepire il rapporto tra forze di polizia e comunità che si ispiri alla strategia  di community policing».