La Questura di Savona ha incontrato gli agenti immobiliari FIAIP

Savona. Si è svolto ieri mattina l’incontro tra la Questura di Savona e gli agenti immobiliari Fiaip della provincia di Savona sul tema inerente la legge che obbliga i professionisti che si occupano di affittare immobili destinati alle vacanze ad inviare alla Questura entro 24 dall’arrivo, i dati degli ospiti utilizzando il sistema telematico.

Al convegno hanno partecipato Massimiliano Bazzano, presidente di Fiaip provincia di Savona, Adriano Profumo Presidente Provinciale FIAIP di Genova, il Sostituto Commissario Sergio Felici e il Sostituto Commissario Enrico Lapi della Questura di Savona.

La Questura ha evidenziato l’importanza del “Progetto alloggiati web” che consente alle forze dell’ordine un controllo più rapido ed efficace del territorio e quindi una maggiore tutela dell’ordine e della pubblica sicurezza. Nello scorso mese di giugno, infatti, grazie al progetto Alloggiati Web la Polizia di Stato ha ricevuto, attraverso il sistema informatizzato, circa cento segnalazioni di “Alta Priorità” che hanno portato ad alcuni arresti, denunce, notifiche penali e amministrative.

La Questura ha esortato gli agenti immobiliari a richiedere le credenziali necessarie per il collegamento telematico, sensibilizzando i professionisti ad adempiere alla registrazione a tutela della collettività, partecipando così in maniera diretta alla sicurezza cittadina.

Nel mese di maggio 2016 sono state oltre 1100 le strutture ricettive che hanno aderito alla procedura Web inviando alla Questura le generalità delle persone ospitate per un totale di diverse migliaia di arrivi.

“Il convegno – ha riferito il Presidente Fiaip provincia di Savona Massimiliano Bazzano– ha riscosso un buon successo e una notevole partecipazione di professionisti. È importante stabilire un rapporto serio e costruttivo con le istituzioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo. Con l’incontro di oggi abbiamo chiarito molti aspetti di questa tematica, gli adempimenti fanno parte del nostro lavoro, dobbiamo viverli non come un obbligo ma nell’ottica di lavorare in coscienza civile”.