Liguria, nuove norme per le spiagge libere attrezzate, ma M5S (video) mette in scena la protesta: “Presto non rimarrà un solo metro quadrato di costa libera in Liguria”

Regione Liguria. Ombrellone aperto e stuoini da mare stesi: e il Consiglio regionale, per qualche minuto, si trasforma in una spiaggia della riviera ligure. È questo il copione della protesta letteralmente “messa in scena” oggi in aula dal MoVimento 5 Stelle Liguria, per manifestare platealmente il proprio netto dissenso sul DDL 91 che, sostengono, «estenderà a dismisura i metri quadrati a disposizione delle spiagge libere attrezzate e dei cosiddetti chioschi, a tutto svantaggio dell’area di spiaggia vera e propria, già ridotta al lumicino dalle mareggiate e da una politica di privatizzazione selvaggia del litorale. Se andiamo avanti di questo passo, presto non rimarrà più neppure un metro quadrato di spiaggia libera in Liguria – attaccano i portavoce liguri del MoVimento 5 Stelle – Tra stabilimenti privati, chioschi e presunte spiagge libere attrezzate – finiremo per prendere il sole in coda sull’Aurelia e a fare il bagno gettandosi direttamente dagli scogli, sperando di non farsi male».

Dopo l’interruzione per la performance di “teatro politico” ad uso mediatico, il Consiglio è comunque poi proseguito e con 23 voti favorevoli (maggioranza di centro destra e Pd) e 7 contrari (Mov5Stelle e Rete a Sinistra) è stato approvato il Disegno di legge “Modifiche alla legge regionale 28 aprile 1999, n. 13 e alla legge regionale 6 giugno 2008, n. 13, in attuazione dell’articolo 21 della legge regionale 16 febbraio 2016, numero 1 “Legge sulla Crescita”. Le disposizioni contenute nel testo, come detto, attuano le direttive dettate dalla legge sulla Crescita, e consentono innanzitutto di ampliare gli spazi destinati al gioco, allo sport e ad altre attività ricreative e complementari alla balneazione, all’interno delle spiagge libere attrezzate, fino ad arrivare ad un limite massimo di occupazione pari a 150 metri. Inoltre, è consentito un lieve incremento delle volumetrie al servizio della spiaggia libera attrezzata: si passa dagli attuali 50 metri ad 80. Si prevede infine che l’autorizzazione per il deposito di attrezzature in aree demaniali sia consentito ai soli titolari di stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate.

Andrea Costa Gruppo Misto-Ncd Area Popolare) nella relazione di maggioranza ha illustrato i punti salienti del disegno di legge, sottolineando che “si vuole favorire lo sviluppo di attività sul demanio marittimo  che offrano maggiori  garanzie  di servizio al pubblico”. Costa, nel ribadire che si vogliono migliorare i servizi forniti dalle spiagge libere attrezzate a favore della collettività,  ha sottolineato che nella IV Commissione, da lui presieduta e dove è stato esaminato e licenziato il testo, la proposta di legge  ha raggiunto una condivisone che è andata oltre il perimetro della maggioranza. Ha poi preannunciato un ordine del giorno, scaturito dal lavoro in commissione, in merito al contenimento delle tariffe delle spiagge libre attrezzate, sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi.  

 Il relatore di minoranza Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato che senza  l’applicazione dell’equa convivenza  tra l’economia turistica ed il libero accesso ad un bene pubblico  per tutti, «il provvedimento è da rigettare» e ha ribadito che la funzione sociale della spiaggia libera  non è tutelata: chi vuole andare  in spiaggia senza noleggiare  lettino ed ombrelloni, quindi  senza un esborso economico,  con questo provvedimento – ha aggiunto – ancora una volta  si troverà confinato in “una riserva indiana, sempre più ridotta nel nome del guadagno”. Battistini ha detto che il «giusto equilibrio» sarebbe stato  raggiunto, con l’approvazione di alcune emendamenti, già respinti in seno di discussione  in commissione e ripresentati oggi in aula.  

 Luigi De Vincenzi (Pd) ha spiegato che il suo gruppo ha deciso di votare il provvedimento in commissione in  quanto si tratta di spiaggia libera, che garantisce determinati servizi anche a fasce più deboli, che altrimenti non  potrebbero usufruirne. Inoltre chi gestisce le spiagge libere  – ha aggiunto – deve garantire il servizio di guardianaggio, importantissimo per la sicurezza e  che va a vantaggio di tutti e ha sottolineato che sono i Comuni in forma diretta o attraverso l’appalto, a provvedere alla gestione delle spiagge libere attrezzate e, quindi, sono loro che concordano il prezzo e che devono vigilare che tutto avvenga in maniera regolare. Il consigliere ha ribadito la valenza sociale delle spiagge libere attrezzate che garantiscono pulizia e sicurezza.  

Andrea Melis (Mov5Stelle) è intervenuto sottolineando, fra l’altro, la necessità di lasciare completamente libera l’area non destinata ai servizi previsti nelle spiagge libere.

L’assessore alle aree demaniali Claudio Scajola ha ribattuto alle critiche del gruppo Mov5Stelle: «Questa legge permette di offrire un servizio pubblico migliore ai cittadini che hanno difficoltà economiche e che hanno problemi di deambulazione e permette ai fruitori delle spiagge di essere in sicurezza». L’assessore ha spiegato, infatti, che vengono previsti finanziamenti ai Comuni per migliorare gli accessi agli arenili per i portatori di handicap e ha ribadito che il provvedimento ha una valenza prima di tutto sociale e turistica.