Percfest 2016, il jazz strega Laigueglia

di Alfredo Sgarlato – Un mio rimpianto di ascoltatore era stato, in un’edizione precedente del Percfest, assistere a un concerto troppo breve del duo composto da Lorenzo Tucci e Luca Mannutza. Fortunatamente ho l’occasione di rivederli, rinforzati dal valido contrabbassista Matteo Bortone. Il trio presenta il nuovo disco “Sparkle”, tutte composizioni di Tucci. Sono brani lunghi, su tempi ostinati, in cui i tre musicisti danno modo di mostrare, oltre all’innegabile talento, un affiatamento notevole.

Tucci è un batterista fantasioso, versatile, architetta continuamente poliritmie, è uno dei miei preferiti in Italia. Mannutza, pianista percussivo, inventivo, torrenziale nelle progressioni di accordi, è il suo partner ideale. Bortone non è un comprimario ma un ottimo contrabbassista, pure lui esegue ottimi a solo e dialoga con grande gusto coi colleghi.

Il secondo set della serata presenta una delle più grandi cantanti inglesi, Norma Winstone. Storica collaboratrice dei maggiori musicisti di Oltremanica, come Ian Carr, Kenny Wheleer, John Surman, Mike Westbrook, da una quindicina d’anni ha formato un trio col pianista udinese Glauco Venier e col sassofonista tedesco Klaus Gesing, con cui ha inciso quattro CD, di cui tre per la storica etichetta ECM.

Il trio opera una fusione totale tra i generi. Si parte addirittura da brani rock e pop, di Peter Gabriel, “Here comes the flood”, Madonna, “Live to tell”, Fred Neil, “Everybody’s talkin’ ”, o standard come “Giant steps” e “Everytime we say goodbye”, per farne improvvisazioni tra jazz e avanguardia neoclassica. Gesing alterna sax soprano e clarinetto basso, spesso usato come strumento ritmico, inanellando a solo formidabili. Venier è pianista colto, spesso picchia direttamente le corde, e dialoga sapientemente con Klaus e Norma, accompagnatore e solista insieme. Non pensate però a un puro sfoggio di tecnica, che trascuri la melodia o le emozioni: la Winstone è una cantante di un’intensità incredibile, sia quando canta il tema che quando improvvisa vocalmente.

Una serata di musica che ha davvero stregato gli spettatori, peccato che un freddo quasi invernale ci abbia messi a dura prova, ma questo non si può imputare né ai musicisti né agli organizzatori. Stasera altro doppio appuntamento imperdibile, con due maestri dall’America, Scott Hamilton e Billy Cobham.

*Foto di Andrea Pino