Sversamento di petrolio in Valpocevera: incontro in regione

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Questa mattina, durante una pausa del Consiglio regionale i capigruppo e numerosi consiglieri regionali hanno incontrato, insieme al vicepresidente e assessore alla sanità Sonia Viale e all’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone, i rappresentanti del Comitato spontaneo di Fegino-Borzoli in merito allo sversamento di petrolio in alcuni torrenti della Valpocevera, a Genova, che sta creando pesanti disagi a oltre un migliaio di abitanti della zona. L’incontro è stato coordinato dal presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone e dal vicepresidente Sergio Rossetti

I delegati hanno denunciato che decine di persone che abitano in prossimità del torrente Fegino da quando è successo l’incidente, in seguito alle esalazioni del petrolio che si è riversato anche nel torrente Fegino e quindi nel Polcevera, manifestano profondi malesseri: bruciori alla gola, agli occhi, nausea e mal di testa. Un bambino con problemi respiratori – hanno riferito – è stato condotto al pronto soccorso. Gli abitanti hanno manifestato perplessità rispetto agli esiti degli accertamenti di Arpal, che non ha rilevato concentrazioni superiori ai limiti di legge, e hanno chiesto che non ripartano ancora le attività di pompaggio da parte di Iplom (titolare dell’impianto guastato), che sia rimosso rapidamente lo strato di petrolio che ha ricoperto il torrente per restituire il quartiere alla normalità.

Sono stati ricordati i pesanti disagi, inoltre, che da tempo vive il quartiere di Borzoli dove ogni giorno passano 400 camion pesanti: alcuni sono diretti alla discarica di Scarpino, altri portano le terre di scavo del Terzo valico o i container diretti in porto. I rappresentanti dei comitati hanno lamentato l’assenza di un sistema di allarme da parte della Iplom che avverta tempestivamente la popolazione in caso di guasti, e di un piano di evacuazione. Alcuni rappresentanti del comitato non hanno escluso future iniziative di protesta.

Il presidente del Municipio V della Val Polcevera Iole Murruni, che era accompagnata dal consigliere Federico Romeo, ha chiesto «che dopo la messa in sicurezza si proceda con interventi strutturali» per scongiurare nuovi incidenti e che si effettui un «attento monitoraggio sugli interventi effettuati e sulla qualità ambientale». «Le istituzioni, che sono parte lesa in questa vicenda – ha concluso – devono essere compatte e controllare affinché l’azienda ripaghi dei danni che ha provocato».

L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone ha ricordato gli interventi effettuati fin dalla notte successiva all’incidente, per evitare che il petrolio dal torrente Polcevera raggiunga il mare, e ha riconosciuto la gravità della situazione: «C’è stata – ha detto – una piena di petrolio». L’assessore ha rilevato, rispetto al prolungarsi dei malesseri fra la popolazione della zona, che il sindaco di Genova è la massima autorità sanitaria e di protezione civile e che il dipartimento regionale della protezione civile può intervenire solo su indicazione del primo cittadino. Giampedrone ha annunciato che questa mattina si è svolta una riunione in capitaneria di porto a cui hanno partecipato anche tecnici della Iplom per definire gli interventi per il ripristino del danno: «E’ chiaro che Iplom non lo farà in autonomia – ha assicurato – ma con la supervisione della capitaneria di porto, della prefettura di Genova e di due tecnici di Ispra del ministero dell’Ambiente, che sono già operativi da questa mattina».

L’assessore ha annunciato, inoltre, che entro oggi verrà deciso, insieme al ministero dell’Ambiente e al Dipartimento nazionale di protezione civile, quale stato di emergenza emettere in modo tale da potere intervenire il più rapidamente possibile e ha assicurato che «il percorso di bonifica sarà totale». L’assessore, dopo aver rilevato che la magistratura sta indagando su quanto accaduto per accertare le cause dell’incidente, ha aggiunto: «Dobbiamo pretendere tutti insieme adeguate risposte tecniche su queste cause» e ha condiviso la necessità che sia adottati sistemi di allerta in caso di incidenti.

L’assessore alla sanità e vicepresidente della giunta Sonia Viale ha assicurato «un intervento della ASL di supporto anche psicologico in questo momento alle persone» attraverso un piano di sostegno sanitario anche di carattere informativo e preventivo che sarà tempestivamente diffuso fra la popolazione interessata attraverso il Municipio V.

Raffaella Paita (Pd) ha auspicato la presentazione di un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi. «È importante il riconoscimento dello stato di emergenza – ha aggiunto – per poter procedere ad una rivalsa su chi ha provocato il danno» e ha auspicato la creazione di un tavolo aperto a tutte le istituzioni coinvolte per affrontare le problematiche ambientali legate alla Iplom e avviare un ragionamento sulla permanenza della società.

Alice Salvatore (Mov5Stelle): «Incidenti di questo genere non devono più verificarsi perché non siamo più nelle condizioni di 50 anni fa. Come Regione – ha aggiunto – dobbiamo prendere esempio da quei Paesi che non investono più nell’energia fossile ma nelle fonti rinnovabili» e ha auspicato la riconversione degli impianti, senza perdita di posti di lavoro, per produrre energia da fonti rinnovabili.

Lilli Lauro (Lista Giovanni Toti Liguria) ha sottolineato le responsabilità del sindaco di Genova rispetto all’emergenza ambientale che la zona vive da anni: «Questo incidente – ha commentato – è stato solo la punta di un iceberg» e ha concluso: «Anche la Iplom deve fare la sua parte».

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra) ha invitato il quartiere a costituirsi parte civile contro l’azienda e ha dato la propria disponibilità a sostenere le spese legali. «Offro la mia disponibilità a partecipare anche a blocchi stradali» ha aggiunto rilevando anche le responsabilità nel passato delle istituzioni che non hanno controllato sufficientemente le attività della società, società che – ha aggiunto – dovrà farsi carico dei danni.

Al termine dell’incontro è stato stilato un ordine del giorno, che è stato presentato in aula dopo la riapertura della seduta