Vasche di pre depurazione, M5S: “Sindaco Cangiano rimetta la decisione agli albenganesi, con un referendum consultivo”

Francesco Di Lieto 2014-07-03

«La storia delle vasche di pre depurazione ad Albenga diventa ogni giorno di più ridicola e mortificante per i cittadini di Albenga e la sua attuale amministrazione e non poteva esserci finale più desolante di quello che viviamo oggi, dopo decenni di mala gestione da parte della politiche  locale, troppo impegnata a mantenere gli equilibri elettorali a scapito della risoluzione della mancata depurazione e delle acque nere».

A fare il punto è  il Consigliere comunale e portavoce MoVimento 5 Stelle Albenga, Francesco Di Lieto, che prosegue: «Precisiamo, a scanso di equivoci, che come MoVimento 5 Stelle, come è ovvio che sia, siamo d’accordo con la depurazione, tema di cui si occupa da anni inascoltatamente, ma siamo assolutamente contrari al metodo dispotico e dittatoriale che stiamo subendo. Albenga, per questo progetto, è stata trattata come un suddito, soggetto passivo in un ingranaggio dove gli enti sovracomunali impongono, assolutamente sordi ai bisogni e suggerimenti della collettività.
L’anno scorso la Regione Liguria ha imposto al Comune, pena la decadenza dei fondi per la realizzazione dell’inizio del progetto, l’allaccio al Depuratore consortile di Borghetto S.S. Dopo decenni di tentennamenti, era (siamo proprio sicuri?) il male minore. Supinamente, l’imposizione è stata subita ed “ingoiato il rospo”».

«A fine 2015, la Provincia di Savona, nonostante avesse firmato una Protocollo di Intesa col Comune di Albenga per coinvolgerlo nella stesura del progetto (collocazione delle vasche, percorsi delle tubature), lo redige in modo raffazzonato, farcito di errori tecnici, ambientali e strutturali palesi, generando un ovvio e scontato scontento da parte dei cittadini ingauni, i quali patiranno inoltre l’avanzamento del cuneo salino nella falda a causa del non ritorno dell’acqua depurata».

«Grazie alle decise richieste del M5S, constatata la totale passività del Comune in questa delicata fase, abbiamo chiesto con forza, ed ottenuto, la convocazione della Commissione Ambiente, per unire gli sforzi di tutte le parti politiche ed avanzare una serie di proposte migliorative condivise, con la consulenza dell’Ing. idraulico Gallea, seria, sensata, motivata e calata realmente sul territorio, che è stata esposta in Conferenza dei Servizi dal Sindaco.
Di tutta risposta, la Provincia non solo ha bocciato tutto quello che è avevamo suggerito ma ci ha addirittura posto davanti ad un bivio: o accettare un lievissimo ritocco del progetto attuale – costruire la vasca di predepurazione più in profondità nel terreno ed abbassare di 2 metri l’altezza totale della serra – o continuare con il progetto contestato e criticato da tutta la cittadinanza».

«Quindi il Comune o accetta questo ricatto e vota la necessaria variante al PRG per collocare in viale Che Guevara la serra e tutto l’impianto di pre depurazione, o il rischio, concreto e serio, è che la Provincia, in caso di negata variante, rimandi il progetto al Ministero dell’Ambiente, facendo perdere i fondi regionali alla Città, subire certamente la salata sanzione europea incombente che verrebbe spalmata su tutte le bollette degli ingauni. Lo stesso Ministero nominerebbe poi un Commissario straordinario che porti a realizzazione l’opera, tutta a carico della cittadinanza, che, a questo punto, come in un incubo kafkiano, pagherebbe in toto l’opera, la sanzione europea, il commissario e si troverebbe costruito il progetto così tanto contestato».

«A questo punto noi abbiamo un solo suggerimento per il Sindaco Cangiano: rimetta la decisione agli albenganesi, attraverso un referendum consultivo, ed esca da questo ginepraio, facendo sì che ogni scelta non sia solamente sua responsabilità ma che cada su ogni cittadino che, chiamato a rispondere direttamente di una scelta così importante e determinante per il futuro di Albenga. solo così potrà avere la forza e il mandato per effettuare una scelta che, a questo punto, scontenterebbe i concittadini qualsiasi strada si decida di intraprendere. Ancora una volta, a pagare l’inefficienza della classe politica ligure saranno sempre i cittadini! È ora di dire basta a  tutto questo!», conclude Francesco Di Lieto.