Liguria: verso nuove competenze della Regione sul commercio

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Regione Liguria. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il disegno di legge 63 “Sospensione temporanea della presentazione di domande per medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita e centro commerciali”.

Il provvedimento prevede di sospendere la presentazione delle istanze per nuove aperture di medie e grandi strutture di vendita e centri commerciali fino a quando non sarà approvata dal Consiglio regionale la nuova delibera con gli indirizzi generali e criteri di programmazione commerciale e urbanistica del commercio al dettaglio in sede fissa e comunque non oltre il 30 giugno 2016.

La sospensione consentirà il monitoraggio degli effetti prodotti dalla programmazione commerciale dal 2012 e di predisporre una nuova programmazione evitando che, nelle more della nuova programmazione ,vengano presentate domande per l’insediamento di nuove strutture commerciali di rilevanti dimensioni

Nuove competenze della Regione sul commercio – Il Consiglio regionale ha approvato oggi con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 15 voti contrari (minoranza) la proposta di deliberazione n.19 “Modifiche alla deliberazione del Consiglio regionale n. 31 del 17 dicembre 2012”. Con questo provvedimento la Regione si riappropria delle competenze che riguardano la definizione degli indirizzi generali e dei criteri di programmazione commerciale e urbanistica per l’insediamento di determinate attività commerciali fra cui il commercio al dettaglio e all’ingrosso in sede fissa, definendo i criteri per l’apertura di nuove strutture commerciali.

In aula, il dibattito congiunto sui due provvedimenti – Juri Michelucci (Pd) si è espresso favorevolmente rispetto al primo provvedimento relativo alla sospensione delle nuove licenze, in quanto ritiene importante rivedere la programmazione commerciale perché – ha detto – occorre restare al passo con un settore che registra continui cambiamenti. Alla luce di questa considerazione, il consigliere ha detto di non comprendere perché, nell’attesa della nuova programmazione, la giunta proponga una modifica dell’esistente. Michelucci, al pari di tutto il suo gruppo, si è quindi detto contrario al secondo provvedimento e cioè alla proposta di delibera 19.

Andrea Melis (Movimento 5 stelle) ha espresso perplessità per la «eliminazione di alcuni vincoli e di diverse limitazioni» e per il fatto che la Regione ha chiamato a sé competenze che negli ultimi anni in Liguria erano lasciate ai Comuni. Ed il Comune – ha sottolineato – è l’organismo che maggiormente dialoga con i cittadini. Si è in sintesi detto favorevole alla sospensione del rilascio delle licenze, ma contrario al secondo provvedimento di modifica in quanto ritiene necessario agire sull’intero testo unico del turismo.

Giovanni Lunardon (Pd) ha ribadito che la posizione del suo gruppo è quella espressa da Michelucci. Confermando, quindi, l’apprezzamento per la sospensione delle nuove licenze ha però sollecitato la maggioranza a ritirare il provvedimento di modifica che, a suo dire, non ha ottenuto consenso sociale. A suo avviso sarebbe necessaria una discussione aperta, senza paletti, coinvolgendo tutti i soggetti che ne hanno titolo per arrivare ad una nuova programmazione commerciale.

Marco De Ferrari (Movimento 5 stelle) ha spiegato che lui insieme al suo gruppo hanno proposte alternative, diverse, rispetto alla grande distribuzione: la tutela del piccolo commercio, con il modello della filiera corta. Una piccola distribuzione – ha ribadito – a zero imballaggi.

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha detto che la deliberazione relativa alla modifica, pone molti dubbi con il rischio di uscire da un monopolio per entrare in un duopolio con la conseguente possibilità che si arrivi ad accordi di cartello che penalizzino i consumatori. Pastorini ha quindi auspicato un ripensamento della legge sul commercio in maniera complessiva e ha criticato che i Comuni perdano la competenza su questo settore.

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che il provvedimento relativo alla sospensione delle licenze è stato richiesto da operatori commerciali ed enti locali per arrivare alla rivisitazione completa della materia relativa al settore commerciale. E questo, inoltre, evita che qualcuno presenti istanze prima della nuova programmazione. Per quanto riguarda la deliberazione di modifica, Piana ha evidenziato la necessità che ci sia libera concorrenza. Ha anche concluso rilevando che queste disposizioni sono importanti per la nuova Legge per la crescita.

L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha chiarito che la programmazione commerciale nella quasi totalità dei casi in Italia è in capo alle Regioni. La Liguria nel 2007 aveva passato la competenza ai Comuni e ora la Regione la riprende. Secondo Rixi la programmazione a livello comunale non valuta l’impatto che la nascita di un grosso centro commerciale può avere nel tessuto commerciale anche dei centri limitrofi. L’assessore ha sottolineato il conflitto di interesse dei Comuni che nel concedere la licenza per le grandi struttura valutano giocoforza l’introito derivante dagli oneri di urbanizzazione. Alla luce di tutte queste considerazioni, secondo l’assessore «non si possono lasciare le competenze in mano ai Comuni».

Rixi ha chiarito che non si vogliono togliere tutele e vincoli, ma provvedere ad una continuità omogenea ad una riperimetrazione, insieme ai Comuni, per evitare tutele a macchia di leopardo, come invece ce ne sono oggi. Rixi ha ribadito che la giunta vuole tutelare il piccolo commercio, ricordando che la via da perseguire è quella della riprogrammazione puntualizzando che la grande distribuzione deve esistere, in virtù di disposizioni nazionali, ma non può però essere presente con un monopolio. L’assessore ha chiarito che tutti i cittadini-consumatori della Liguria devono avere i medesimi diritti sul territorio regionale: non è quindi pensabili che la spesa sia meno cara in una città rispetto ad un’altra. E per arrivare a questo obbiettivo è necessaria la programmazione regionale con una parità di accesso, quindi, per tutti gli operatori. Ha infine ribadito che la sospensiva delle licenze è necessaria per arrivare alla riprogrammazione e per evitare che qualche “furbetto” presenti delle pratiche dell’ultima ora per ottenere licenze. Ha chiarito che a giugno si potrà andare a discutere della nuova programmazione. E in quella fase si faranno le adeguate valutazioni per andare incontro alle esigenze del piccolo commercio.

Giovanni Barbagallo (Pd) si è espresso contro il secondo provvedimento di modifica che a suo avviso contrasta con il primo provvedimento sulla sospensiva.

Angelo Vaccarezza (FI) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo ad entrambi i provvedimenti che contrasterebbero il monopolio favorendo la libera concorrenza.

Laura Lauro (Gruppo Giovanni Toti Liguria) ha sottolineato che questo provvedimento fornisce risposte positive ai consumatori liguri.

Claudi Muzio (FI), è intervenuto dichiarandosi a favore di entrambi i provvedimenti.

Raffaella Paita (Pd) ha dichiarato che il secondo provvedimento di modifica non aiuta il piccolo commercio e non contrasta il monopolio, sostenendo che ha il sapore “ad personam”.

Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribattuto accusando il centrosinistra di aver riempito di centri commerciali la Ligurìa ed in particolare La Spezia- dove – ha detto – non ci sono più aree libere. Ha anche sottolineato che in diversi Comuni è stato ucciso il piccolo commercio e per questi motivi la Regione con la seconda legge richiama a sé le competenze in materia di programmazione.

Andrea Costa (Guppo Misto-Ncd Area Popolare) ha innanzitutto sottolineato che «siamo di fronte ad una assunzione di responsabilità: in termini di pianificazione di grandi strutture riteniamo debba essere la Regione a dovere pianificare». Ha quindi ribadito che su questo tema serve una visione ampia, sovracomunale, e che non si può quindi delegare ad un piccolo ente. Ha ribadito che quando si riscriveranno le regole in materia di pianificazione del commercio, la maggioranza aprirà una discussione il più possibile ampia ed allargata. E certo non sarà dimenticato il piccolo commercio, tenuto anche conto – ha detto – che questa amministrazione, per prima, ha varato una legge a favore dei piccoli esercizi di paese. Una cosa, questa, – ha ribadito – non fatta dalla precedente amministrazione regionale.

Il presidente della giunta, Giovanni Toti ha chiarito: «Questo provvedimento è stato fatto perchè finalmente a Genova ogni marchio venga valutato per la sua capacità di entrare in questo mercato, secondo le regole e non per il marchio che porta sulla carta intestata della domanda». Ha quindi continuato: «Può essere che io mi sbagli ma c’è il dubbio che negli ultimi dieci anni siano stati usati due pesi e due misure». Il presidente ha quindi chiarito che di fronte a questi dubbi, il dovere di un amministratore è modificare la legge per rendere il mercato uguale per tutti. Tanto più che, secondo quanto rimarcato dal presidente, in Liguria la spesa è più cara che altrove. Nessuna legge ad personam, dunque, in quanto, oltre all’ equilibrio commerciale tra piccole e grande distribuzione, il provvedimento punta all’equilibrio della concorrenza tra vari marchi della grande distribuzione.

Francesco Battistini (Movimento 5 stelle) ha insistito sulla necessità di far vivere il piccolo commercio e di fare scelte in questa direzione.

Alice Salvatore (Movimento 5 stelle) in linea con Battistini ha detto: «La Liguria non ha bisogno di grandi centri commerciali: la Regione deve prendere coscienza delle diverse problematiche e delle reali esigenze della Liguria».

Luca Garibaldi (Pd) ha detto che la giunta vuole operare con delle forzature mentre occorre fermarsi per arrivare successivamente ad una programmazione più efficace.