HUB and SPOKE: a Savona il modello di rete per curare l’ictus

Savona. Secondo i dati del Ministero della Salute sono più di Tiziana Tassinari200.000, i nuovi casi di ictus in Italia, ogni anno, con una mortalità del 25% entro i 30 giorni e con il 50% dei pazienti che non recuperano una sufficiente autonomia, dopo 12 mesi. La terapia trombolitica, sia sistemica che endovascolare, nel trattamento dell’ictus ischemico, in fase acuta, ha ormai dimostrato di avere enormi potenzialità, fermo restando che deve essere effettuata in strutture adeguatamente attrezzate.

Sono ormai trascorsi molti anni dalla pubblicazione del I° trial che dimostrava l’efficacia dell’alteplase nel trattamento dell’ictus ischemico acuto e ancor oggi rimane l’unica sostanza autorizzata dal Ministero della Salute. Purtroppo la sostanza è efficace entro una ristretta finestra terapeutica e quindi è fondamentale, per i pazienti essere trasportati il più rapidamente possibile, in una struttura adeguatamente attrezzata.

Malgrado le numerose iniziative realizzate in Italia, per sensibilizzare l’opinione pubblica, ancora una ridotta percentuale di cittadini si giova di questo trattamento perché all’insorgere dei disturbi, rimane a casa , in attesa che il disturbo regredisca spontaneamente e pertanto perde del tempo prezioso per beneficiare di questo farmaco.

“Insieme al Centro Ictus del S. Martino di Genova” riferisce la dott.ssa Tiziana Tassinari, Direttore della S.C. di Neurologia con Centro ICTUS di Pietra Ligure “siamo stati i primi in Liguria ad effettuare questo tipo di trattamento e, ormai abbiamo trattato più di 300 pazienti, con buoni risultati. Più recentemente, ci siamo avvalsi anche della collaborazione dei Neuroradiologi, presenti in Ospedale, per effettuare dei trattamenti combinati. Ovviamente tutto ciò richiede una buona collaborazione”.

Per la gravità della malattia e dei suoi esiti, per la complessa articolazione dei servizi sanitari e per la difficoltà di comunicazione è infatti necessario un percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale-Riabilitativo ben definito e appropriato, che veda coinvolte discipline mediche differenti. Tale percorso deve garantire la continuità di cure e assistenza, nonché la prevenzione secondaria, attraverso vari servizi e setting sanitari e socio-sanitari che devono essere organizzati a rete.

Il modello di rete che appare più efficace, per l’ictus, è quello “HUB and SPOKE”.

Esso prevede la concentrazione dell’assistenza e delle cure di maggiore complessità in centri di elevata specializzazione (hub) con i quali interagiscono centri meno specializzati (spoke), ma in grado di offrire l’assistenza e le cure appropriate più largamente diffuse. I centri della rete comunicano costantemente garantendo alle persone e alle loro famiglie un percorso di assistenza e cura unico, appropriato e ben definito in funzione della complessità dei bisogni e delle possibilità terapeutiche. In questo modo viene garantita l’assistenza necessaria e appropriata, indipendentemente dalla zona di residenza.

Al momento non sembra esistere un’unica procedura organizzativa nazionale, ma su tutto il territorio si sono sviluppati modelli, con caratteristiche e risultati di efficacia diversi, che vedono coinvolte molte discipline.

Ritenendo sempre più importante lo scambio di esperienze, basato, non solo sulle evidenze scientifiche e procedurali, ma anche sulla clinica e sui risultati ottenuti nella pratica, si terrà a Savona il 6 Febbraio 2016 presso il Campus Universitario, un importante Convegno di aggiornamento sull’Ictus Ischemico, con Responsabile scientifico la Dr.ssa Tiziana Tassinari, vedrà la partecipazione di clinici di fama nazionale e internazionale.

Con il confronto tra esperti, non solo della neurologia, il convegno, accreditato ECM, si pone proprio l’obiettivo di contribuire ad omogeneizzare modalità di intervento e servizi, attraverso lo scambio di buone pratiche tra professionisti, dal neurologo, al neuroradiologo, al cardiologo, all’internista, e più in generale alla medicina d’urgenza, alla medicina del territorio, al medico di medicina generale.

Si parlerà anche delle nuove frontiere terapeutiche, attuate negli HUB, e delle nuove potenzialità farmacologiche, dando anche in questo caso ampio spazio all’integrazione con altre discipline, come la cardiologia.
L’obiettivo del Convegno sarà quindi quello di discutere elementi scientifici, clinico-terapeutici e farmacologici, supportati dall’esperienza quotidiana, incoraggiando una partecipazione dinamica che contribuisca ad arricchire e stimolare tutti i partecipanti, condividendo gli obiettivi di confronto e armonizzazione tra le diverse figure specialistiche, nei percorsi di prevenzione e cura dell’ICTUS Ischemico.