Albenga, restaurata la Pala “I Beati Gaspare e Nicola”: nella Chiesa di S. Maria in Fontibus Concerto di Sardo e Scappini

Concerto di Sardo e Scappini per un restauro giovedì 30 aprile alle papa miniore 16,30 nella Chiesa di S. Maria in Fontibus di Albenga. Lo Zonta riconsegnerà ufficialmente la seconda Pala restaurata: I Beati Gaspare e Nicola. Lo scorso anno fu riportato al suo posto “Il riposo durante la fuga in Egitto”. Lo Zonta Club Alassio-Albenga è promotore del progetto dei due restauri, durati tre anni; la collaborazione della Fondazione De Mari, della Soprintendenza ai Beni Storici e della Curia ne ha permesso la realizzazione dal Centro Artigianale Restauri di Albissola Marina, a cura di Stefania Vero e del Dott. Franco Boggero.

Oltre all’importante restauro conservativo delle due opere poiché lo Zonta Club ha come scopo di promuovere la condizione giuridica, politica, economica e professionale delle donne sono state assegnate due Borse di Studio, grazie ad un lascito dell’onlus Dott. Emanno Geddo, alle studentesse Universitarie Marta Piraldo e Carolina Crovo, entrambe per la ricerca scientifica diagnostica del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Genova, proprio per le indagini sui dipinti.

Durante il pomeriggio di solenne riconsegna alla Chiesa, alla presenza delle Autorità ecclesiastiche della Diocesi e dei rappresentanti degli Istituti scientifici coinvolti, si svolgerà un concerto dei Maestri Sardo e Scappini. Tutti gli albenganesi sono invitati all’evento per poter conoscere gli elementi essenziali del laborioso restauro dalla voce di chi ha prestato la propria opera e consulenza oltre che per godere delle due Pale finalmente insieme nel loro splendore e preziosità.

Dalle ricerche effettuate sono anche emersi due elementi molto significativi. Il primo consiste nel fatto che il dipinto “Beati Gaspare e Nicola” di Albenga possiede un gemello al Santuario di S. Francesco da Paola a Genova, firmato e datato nel 1787 dall’artista Francesco Zignago, pittore genovese. Il secondo è presente sul telaio dell’opera studiata che riporta una iscrizione che fa presupporre che il dipinto fu realizzato a Genova insieme al suo gemello e poi successivamente portato ad Albenga nel convento dei Frati Minimi per volere di Padre Carlo Sifredi, Vicario della Diocesi di Albenga.