Borgio Verezzi: un eccellente Ciufoli nell’ultimo appuntamento in Piazzetta

di Laura Sergi – La commedia gialla è già iniziata quando ci accomodiamo Forbici & Follia Azaisnelle seggiole della famosa Piazzetta: siamo abituati ad un’attesa di almeno un quarto d’ora; poi salutati da chi, da dietro le quinte, ci avvisa sul programma della serata, sulla chiusura dei parcheggi, sui locali che ci attendono per finire la serata, e ci ricorda che Borgio Verezzi è ‘uno dei Borghi più Belli d’Italia’… Niente di tutto questo ci sarà il 10 agosto, dove anche il messaggio di rito di zittire le suonerie sono all’interno delle scelte registiche di Marco Rampoldi.

Sotto le belle scene di Alessandro Chiti, un vero e proprio interno esportabile come progetto di locale per un coiffeur alla moda, la trama di ‘Forbici & Follia’ di Paul Pörtner si sta già sviluppando e iniziamo a prendere confidenza con Roberto Ciufoli che si destreggia nel suo ruolo di parrucchiere per uomo e donna, ma continuamente corteggia i clienti maschi che entrano nel suo locale. In particolare sotto le sue grinfie c’è Max Pisu, che si spaventa di tante attenzioni, e lo stesso farà il successivo cliente Nini Salerno. Divertentissimo il momento del ballo con Pisu, la sciampista Milena Miconi e Ciufoli, sull’ultimo tormentone di YouTube, in un testo dove gli attori sul palco cedono ai protagonisti la loro identità ma non la residenza, ed il sito in cui si svolge l’allestimento diventa quello in cui si consumerà l’assassinio (e qualcuno dichiareràdi abitare a Vado Ligure, qualcuno a Carbuta).

Tanti momenti di ilarità, tante battute sagaci, caratterizzano già questa prima parte, con riferimenti all’attualità (tanto che ci sembra una lacuna che si parli del Molo 8.44 vadese e non delle celebri vicende giudiziarie della Tirreno Power). Il pubblico è divertito al massimo e attende la realizzazione di quelle peculiarità del copione, così come anticipato: per la ricerca dell’omicida saremo testimoni attendibili, e aiuteremo fattivamente il buon prosieguo delle indagini; colui o colei che stasera compirà il delitto non sarà necessariamente colui o colei che lo compirà domani (ogni spettacolo può decidere un diverso colpevole!). Quindi eccoci tutti impegnati nel nostro compito di osservare con sospetto Nino Formicola (ex Gaspare senza Zuzzurro per la prima volta sul palco dopo la morte dell’amico) che ha urgenza di parlare sottovoce con Miconi, oppure soppesare le affermazioni del parrucchiere che si è già rivolto ad un avvocato per far cessare quelle assordanti prove della celebre pianista che abita sopra il suo locale, a cui paga l’affitto perché proprietaria di tutto il palazzo.

Ci insospettisce anche la ricca cliente Barbara Terrinoni, che si nega al cellulare (e al telefono fisso del negozio) con il marito, ma approfitta di un attimo di solitudine per comunicare con l’amante (e anche per rubare un profumo, cosa che non le perdoneremo!). Nell’elenco dei sospettati ricadrà anche la sciampista Miconi, legata da un rapporto di amicizia con la donna che sulle prime nega di sapere che è citata nel testamento della pianista, e ovviamente Formicola, di cui poi si scopre anche la fedina penale macchiata per truffe e raggiri, noto ricattatore.

Con la scoperta del corpo dell’artista morta, i clienti Salerno e Pisu svelano la loro identità: sono un commissario e un poliziotto, avvisati dalla defunta che temeva un ricatto. Tutti saranno sottoposti singolarmente alle domande di rito, dopodiché ecco l’asso nella manica degli investigatori: gli inaspettati testimoni che possono dire la loro su quanto è accaduto, e vagliare chi dice il vero e chi dice il falso!

Sotto le domande incalzanti di Salerno, c’è un gioco di interazione fra pubblico e cast: il coraggioso che dalle seggiole prende la parola viene presto preso di mira dagli artisti, che improvvisano una risposta in loro difesa e, siccome sono campioni di risata, il divertimento tocca l’apice.

Neppure una vera pausa fra gli atti c’è stata, perché in quella Pisu, con un taccuino in mano, è sceso in piazzetta e, circondato da un gruppo di spettatori, ha preso nota di ogni richiesta, suggerimento o chiarimento, mentre Ciufoli e Formicola, dopo essersi gustati un caffé dalla macchinetta del locale perfettamente arredato, si sono divertiti a porgerne qualche tazza nelle prime file.

Alla ripresa, le più interessanti domande riportate sul taccuino sono state esaminate (anche un suggerimento culinario a Ciufoli per il gulash che si è bruciato nel suo appartamento, motivo per il quale ha detto di essersi allontanato). Poi le cose giungono al dunque e dobbiamo votare per alzata di mano: è vero che Terrinoni non è mai uscita dal locale? Rispondiamo sì e la donna esce dai sospettati (però paga il profumo rubato). Chi crediamo sia il colpevole? Un terzo di mani alzate per Formicola (che minaccia rappresaglie), pochissime per Ciufoli (che si vendica a sua volta), tantissime per Miconi, e la mano assassina è stata decisa.

Dietro di me qualcuno continua a credere in un colpo di scena (secondo la migliore tradizione di un giallo, per cui il colpevole deve essere sempre il più insospettabile), ma ormai la scelta è stata fatta: mentre tutti sul palco si accusano a vicenda, la sciampista non regge la tensione, dice la verità (la pianista voleva cambiare il testamento!), e viene arrestata (questo il limite di ‘Forbici & Follia’: un testo leggero per una serata zeppa di risate, che soddisfa meno gli amanti del giallo, cosa che fece invece ‘Sam Capuozzo’ di Marina Confalone, Luciano Saltarelli e Roberto Azzurro nella Rassegna 2009, che assicurò il colpo di scena finale).

Sicuramente un ottimo cast, sostenuto in particolare dall’eccellenza di Ciufoli, vero protagonista della serata, e dalla brillante interpretazione della Miconi (che sostituisce il 10 e 11 l’attrice Michela Andreozzi, nella foto Azais). La pièce si avvale del Premio Moliere 2014, Miglior Commedia a Parigi, e del Premio Edgar, Miglior giallo comico in America.