Internet, il diritto all’oblio: come farsi dimenticare dal Web

di Francesco Canobbio – Il diritto all’oblio è il diritto ad essere pc baby 00dimenticati e consente di eliminare documenti e notizie dannose eventualmente presenti all’interno degli archivi on-line e/o nei motori di ricerca.

Pertanto ognuno di noi può richiedere di cancellare materiali o dati, presenti nel web, se in passato è stato protagonista in negativo della cronaca locale o nazionale.

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n.5525/2013, ha precisato che tale diritto trova applicazione nei limiti del diritto di cronaca. Infatti, secondo la nostra Suprema Corte, una notizia “sconveniente” può essere rimossa solo se questa abbia perso il suo interesse pubblico.

Nel caso in cui la notizia conservi interesse pubblico questa dovrà essere necessariamente aggiornata in modo tale da completare il quadro determinatosi con la pubblicazione della notizia originale, il quale potrà, a seconda dei casi, anche mutare radicalmente (Es: sentenza di assoluzione dopo una notizia di arresto).

Nei giorni scorsi la Corte di Giustizia Europea ha ribadito l’effettività del diritto all’oblio. Infatti, con la sentenza n.132/12, i Giudici hanno stabilito che i gestori dei motori di ricerca sono responsabili dei dati che appaiono nelle ricerche ed hanno quindi l’obbligo di eliminare le pagine dai risultati nel caso queste violino la privacy e/o la dignità personale.

Google, Il principale motore di ricerca al mondo, in passato provvedeva alla cancellazione dei dati lesivi solo sulla base di provvedimenti dell’autorità giudiziaria ma con la sopraindicata sentenza della Corte di Giustizia Europea le cose sembrano cambiate.

Infatti, da oggi, esiste una pagina (https://support.google.com/legal/contact/lr_eudpa?product=websearch) con la quale ogni utente internet può richiedere a Google la cancellazione dei risultati che ritiene violino i propri diritti di riservatezza.

Google, provvederà, dopo un’attenta valutazione, ad eliminare i risultati che risultino inadeguati, irrilevanti, eccessivi, o in ogni caso lesivi.

È doveroso ricordare che la richiesta di cancellazione riguarda solo i risultati del motore di ricerca e non la pagina web contenente la notizia. L’utente quindi, se vuole ottenere una eliminazione totale, dovrà contattare direttamente il sito che ha effettuato la pubblicazione.

Questo è certamente un passo in avanti per la tutela del diritto alla privacy, il quale però deve essere rivendicato con ragionevolezza e proporzionalità altrimenti si rischia di compromettere un altro diritto fondamentale e cioè quello di cronaca e informazione.