Cartelami di Laigueglia. Scenografie per la chiesa di San Matteo

Venerdì 16 maggio alle ore 16 presso l’oratorio di Santa Maria Maddalena a I Cartelami di LaiguegliaLaigueglia si svolgerà una conferenza stampa di presentazione del recente volume edito da Sagep (Genova) “I Cartelami di Laigueglia. Scenografie per la chiesa di San Matteo”, alla presenza di Caterina Olcese Spingardi e Franco Boggero, della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria.

L’evento, patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, si inserisce nelle attività di promozione e valorizzazione della complessa scenografia di cartelami nota come “Sepolcro istoriato di Laigueglia”, recentemente riscoperta e restaurata e tornata all’originario splendore come uno dei più complessi sistemi di apparati effimeri del Ponente Ligure, il più grande al mondo con i suoi 16 metri di altezza. I cartelami sono stati allestiti ed esposti in occasione della Pasqua appena passata all’interno della chiesa di san Matteo, dove resteranno per un anno, a celebrare il secolo esatto che separa questa dall’ultima esposizione completa, avvenuta nel 1914.

E proprio a questa riscoperta di arte e devozione popolare unica al mondo sarà dedicato un documentario Rai che andrà in onda sabato 24 maggio alle ore 12.25 nell’ambito della trasmissione “Il settimanale” di Tg3 Liguria. Saranno ripercorse le vicende che hanno visto la costruzione del gigantesco apparato effimero da parte della famiglia Musso di Laigueglia, così da reinterpretare e rileggere la storia dei cartelami come una storia tutta laiguegliese, legata ai personaggi e alla vita di quello che è oggi riconosciuto come uno dei borghi più belli di Italia.

Sabato 17 e domenica 18 maggio, infine, in occasione de “Il salto dell’acciuga”, manifestazione enograstronomica promossa dalla Proloco e dal Comune di Laigueglia, si svolgeranno nella chiesa di san Matteo delle visite illustrate ai cartelami, con orario per il sabato 9-12 e 14-17, per la domenica 14-17.

Il cartelame di Laigueglia. Esempi di arte popolare e devozione realizzati in occasione dell’Adorazione delle Quarantore e dei cosiddetti Sepolcri della Settimana Santa, i cartelami si contraddistinguono per il loro carattere effimero, dovuto alla costruzione in legno, latta, cartone e materiali poveri di facile deperimento. Questi apparati, che in alcuni casi raggiungono anche dimensioni sorprendenti e la complessità scenografica di veri e propri teatri costruiti con intento prospettico, hanno visto una forte diffusione nel Ponente ligure e nei territori attigui tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XIX. Il grandioso teatro di Laigueglia, le cui ragguardevoli dimensioni ricoprono un’intera cappella, testimonia un progressivo sviluppo nella costruzione dei cartelami, fattisi via via più complessi per risultare realmente spettacolari e donare forti impatti emotivi capaci di meravigliare i fedeli raccolti in preghiera e consolidarne il legame con la Chiesa. Questo autentico “teatro sacro”, definito dagli studiosi “Sepolcro istoriato di Laigueglia”, è composto da boccascena, quinte e fondale e nonostante le dimensioni colossali è interamente smontabile.

Altra particolarità dell’allestimento custodito nella chiesa di san Matteo è la sua straordinaria conservazione che, dopo il restauro, ha permesso di recuperare a pieno un’opera rara e preziosa per testimonianza storica e culturale. Molti dei cartelami devozionali sono infatti andati perduti a causa del loro carattere effimero che li ha sottoposti a un rapido degrado, mentre altri sono stati oggetti di sorprendenti ritrovamenti in oratori e magazzini.

“La portata della tradizione dei cartelami, significativa nella nostra Laigueglia, mostra quali frutti d’arte può far maturare la fede, vissuta e praticata con semplicità – osserva l’arciprete Don Danilo Galliani – La creatività, la cura e la fatica gratuita di chi ha ideato e realizzato queste opere sono il segno di una fede essenziale e ricca insieme, lontana da pretese intellettualistiche, eppure così densa di espressività. Ecco perché è parso importante ridare valore a questi tesori. Non solo per cogliere una preziosa opportunità di recupero artistico o per un doveroso omaggio alla memoria dei nostri padri che li hanno creati quasi due secoli fa, ma soprattutto per tornare a vivere di nuovo questa storia di generosa fedeltà, di dedizione e affidamento, di pietà popolare e comunione”.

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