Fiera di Genova, Pellerano: “Regione azionista: si opponga alla proposta del supermercato”

«La Regione è azionista della Fiera del mare: si opponga alla proposta di Lorenzo Pelleranorealizzare un supermercato nel cuore dell’area espositiva. Prima di compiere un danno irreparabile per Genova e minare irrimediabilmente interessanti prospettive di sviluppo turistico, portuale ed urbanistico chiedo che sia valutata la possibilità da parte degli enti locali, Regione e Comune, di aprire un confronto costruttivo con la città sul futuro della Fiera. Decisioni estemporanee non servono, occorre invece immaginare una soluzione d’insieme per il tratto di lungomare compreso fra Porto Antico e Punta Vagno, realizzando un percorso che dai Magazzini del Cotone arrivi in Corso Italia. La sfida è ripensare e riorganizzare spazi e funzioni, ridisegnare un tratto di costa conciliando vocazione turistica ed industriale. In quest’ottica vanno scongiurate speculazioni di corto respiro e svendite di cui potremmo pentirci nell’arco di pochi anni».

La proposta arriva da Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che lancia l’allarme in merito agli effetti della decisione della giunta comunale di Genova di destinare a uso commerciale un’area di 15mila metri quadrati all’interno della Fiera di Genova (Palasport, Padiglione C ed edificio ex Nira). Pellerano annuncia che porterà al più presto la questione all’attenzione della Regione, azionista dell’ente Fiera insieme al Comune di Genova, perché assuma una posizione contraria.

Prosegue Pellerano: «Aprire all’insediamento di un supermercato di medie dimensioni – di cui, per altro, non mi pare che né Genova né il quartiere della Foce senta particolare bisogno – significherebbe assestare l’ultimo colpo al destino di Fiera di Genova Spa e abbandonare per sempre la possibilità per Genova di organizzare eventi di richiamo internazionale, con tutte le conseguenze del caso per il tessuto commerciale del quartiere e l’indotto in città. Come si può pensare infatti che un supermercato nell’area ex Nira possa convivere con la Fiera, fosse solo per gli aspetti logistici? Prima di consegnare alla media distribuzione una porzione della città così strategica per estensione e posizione ritengo sia necessario un maggiore e attento approfondimento – alla luce del sole – che coinvolga tutti i possibili interlocutori cittadini. Pensare di “tappare” qualche buco di bilancio e di liberarsi, senza troppi complimenti, di una società come Fiera di Genova – dalle enormi potenzialità inespresse – sarebbe una scelta miope quanto dannosa per il futuro del capoluogo ligure».

«Penso sia necessario, invece, aprire in città un confronto pubblico sul futuro delle aree del waterfront del Levante di Genova. Ricordo che, con il prossimo trasferimento dell’Istituto Idrografico al Porto Antico da Forte San Giorgio alle ex lavanderie industriali, si apre un gioco a incastri che potrebbe portare al trasferimento dello Yacht Club a Punta Vagno nelle palazzine che oggi ospitano alcuni alloggi della Marina Militare, alla possibilità di riorganizzare e potenziare l’area delle riparazioni navali, di riqualificare Piazzale Kennedy. Non solo: potrebbe concretizzarsi anche il progetto di un percorso pedonale e ciclabile che saldi finalmente Porto Antico, Fiera, Piazzale Kennedy e Corso Italia con indubbie ricadute turistiche e un beneficio per la mobilità “slow” della città a due passi dal mare. Ripensare e rilanciare questo tratto di città a forte vocazione turistica consentirebbe di creare molti più posti di lavoro rispetto ad un centro commerciale», conclude Pellerano.