Liguria, esodati: in Regione passa l’ordine del giorno della Lega Nord

Approvato all’unanimità in consiglio regionale il provvedimento proposto Edoardo Rixi 1G00da Edoardo Rixi per l’accesso alla pensione di 6mila lavoratori liguri “vittime” della Riforma Fornero. Rixi: “Ora l’abolizione di una legge iniqua e antisociale”.

«L’approvazione del testo da noi proposto è un piccolo passo verso il riconoscimento dei diritti di circa 6 mila lavoratori liguri – di cui 2mila con contributi già versati – che per effetto della “controriforma” Fornero oggi si trovano in un limbo drammatico che da due anni ormai mina l’equilibrio sociale della nostra regione. Ora bisogna accelerare, non si più perdere tempo: il governo Renzi fino a oggi ha solo sbandierato spot elettorali su generici contributi che escludono gli esodati, evidentemente considerati “figli di un dio minore” dalla sinistra. Bisogna cancellare la deleteria riforma dell’ex ministra per ridare giustizia e il “mal tolto” a migliaia di lavoratori che, in certi casi, dopo 40 anni di contributi versati regolarmente, sono stati “congelati” senza né stipendio né pensione». Così interviene Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che ha presentato questa mattina un ordine del giorno, approvato all’unanimità dall’assemblea, che impegna il presidente Burlando e la giunta “a farsi parte attiva nei confronti del Governo e dell’Inps affinché, prima delle Elezioni Europee, si apra un tavolo tecnico nelle sedi competenti per trovare garanzie di copertura di accesso alla pensione per i lavoratori che abbiano versato i contributi di anzianità così come previsto prima dell’entrata in vigore della Legge Fornero”.

«I lavoratori esodati liguri – spiega Rixi – fuoriusciti cioè dal circuito produttivo e ancora in attesa di un riconoscimento necessario per poter accedere alla pensione, sono circa 6mila e in Italia sono circa 350mila persone. In Liguria ammontano a circa 2 mila le domande accolte dall’Inps, attraverso i cinque provvedimenti emanati a livello nazionale , a partire dal 2011, ma di fatto vi è ancora poca chiarezza sui numeri».

«A questo punto è evidente che sia necessaria un’analisi più attenta per capire quanti dei circa 2mila lavoratori hanno una copertura previdenziale e i necessari contributi e quanti di questi hanno trovato un’altra occupazione. La “riforma Fornero” a oltre due anni dalla sua entrata in vigore ha generato una profonda crisi sociale e uno stato di drammatica iniquità per migliaia di lavoratori che nonostante abbiano versato anche 40 anni di contributi si trovano oggi ingiustamente calati in una situazione di limbo che li penalizza fortemente.

«È palese – conclude Rixi – il totale fallimento della legge Fornero che riteniamo debba essere urgentemente abolita così come proposto nella nostra raccolta firme referendaria che in queste settimane è in atto in tutti i Comuni».