Primarie regionali Pd, Pietro Li Calzi: la Savona Riformista è per Alessio Cavarra

LETTERE&INTERVENTI (di Pietro Li Calzi) Sulla sfida alle primarie alessioregionali del Pd, ogni giorno si leggono dichiarazioni e commenti provenienti da più parti che, a mio avviso, rischiano di confondere ulteriormente un quadro già di per sé poco chiaro alla maggior parte degli elettori. Per la verità, c’è una corrente di pensiero che sta cercando in tutti i modi di far passare il messaggio che, in realtà, la sfida non è tanto per le primarie alla segreteria regionale, quanto per le candidature alle regionali del 2015.

C’è poi chi, criticando la candidatura di Alessio Cavarra, si spinge addirittura oltre il paradosso, identificando il Presidente Burlando come un “Barone Universitario” che vuole spianare la strada ai propri delfini: in sostanza, le critiche alla candidatura Cavarra, sarebbero motivate esclusivamente dall’appoggio forte e netto arrivato a quest’ultimo dal Presidente Burlando. L’obiezione – questo, in sostanza, secondo i suoi detrattori, è il ragionamento – è che con questa candidatura Burlando cercherebbe di garantire una continuità al proprio disegno politico, che vivrà il passaggio cruciale alle regionali del 2015.

Ma, mi chiedo, dal momento che la scelta del prossimo candidato presidente per le regionali del 2015 avverrà con il meccanismo delle primarie, di cosa si va cianciando? Forse che il metodo delle primarie, con le quali migliaia di cittadini liguri eleggeranno liberamente il proprio candidato alla presidenza, non è ritenuto democratico? Se è così, lo si dica chiaramente, altrimenti si taccia. A mio parere è poi assolutamente necessario chiarire un altro punto: come può, a taluni, apparire così strano che tutti coloro – compreso, certamente, anche il gruppo dirigente ai massimi vertici dell’amministrazione regionale – che hanno votato per Matteo Renzi appena due mesi fa, appoggino oggi, nell’ambito del medesimo congresso che dal piano nazionale si è solamente spostato sul piano regionale, il candidato che vuole trasferire nella nostra regione la visione di partito uscita vincente proprio l’8 dicembre?

Giova infatti ricordare che Alessio Cavarra, al netto delle strumentalizzazioni in corso, rappresenta la candidatura in continuità con il disegno di trasformazione del Pd per cui Renzi è stato eletto a stragrande maggioranza segretario nazionale. Non è una questione di correnti ma di progettualità e, conseguentemente, della scelta delle persone ritenute più idonee a svilupparla: il modello di Pd immaginato da tutti coloro che hanno votato Renzi a dicembre, è un Pd che sappia coinvolgere energie e persone nuove che, invece, fino ad oggi, hanno trovato respingente il partito governato dal vecchio apparato. Vecchio apparato che – in modo assolutamente legittimo ma anche decisamente antitetico alla visione di politica e di partito portata avanti da Matteo Renzi – è coerentemente rappresentato dalla candidatura di Giovanni Lunardon.

Di questo si dovrebbe parlare, cioè di due visioni completamente opposte che concorrono, lealmente, alla guida regionale del Pd. E non di truppe cammellate messe in campo dal Presidente Burlando per sostenere, non tanto la candidatura di Cavarra alla segreteria regionale, quanto la perpetuazione del proprio disegno politico. La vera obiezione, non è da porre a chi due mesi fa ha votato Matteo Renzi e oggi vota – in coerenza con quel disegno – Alessio Cavarra, ma piuttosto a chi appena due mesi fa ha votato Matteo Renzi e oggi invece dichiara di sostenere convintamente (per il cambiamento?) Giovanni Lunardon.

* Pietro Li Calzi – Promotore del Comitato “Savona Riformista per Alessio Cavarra”

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