Nuovo Piano di gestione dei rifiuti per la Liguria, Briano: “No a inceneritore, sì a impianti di compostaggio”

La Giunta Regionale ha adottato il nuovo Piano di gestione dei rifiuti per la Renata Briano 01Liguria, che dal 22 gennaio sarà sottoposto alla fase di consultazione pubblica, prima della approvazione finale prevista nel 2014. Il Piano contiene gli indirizzi e le strategie che le attività di gestione dei rifiuti urbani, di rifiuti speciali e le operazioni di bonifica dovranno rispettare nell’arco dei prossimi sei anni, indicando agli enti locali e agli operatori del settore le modalità per una evoluzione complessiva del sistema ligure verso gli obiettivi previsti a livello comunitario e nazionale.

“L’adozione del Piano – ha spiegato l’assessore all’ambiente, Renata Briano – è il primo passaggio verso l’approvazione per acquisire osservazioni, proposte e istanze da parte di tutti i soggetti interessati. La regione Liguria conta molto sul contributo di tutti per costruire un documento che rifletta la complessità di un settore in cui convivono diversi aspetti, e possa trovare una composizione omogenea di tutti i punti di vista e le esigenze”.

“Il fatto di partire da una condizione caratterizzata da alcune carenze, ci consente in qualche modo un vantaggio rispetto ad altre Regioni che stanno mettendo in discussione scelte gestionali fatte a suo tempo ed oggi non più rispondenti al contesto attuale. Il nostro Piano punta a valorizzare il rifiuto come risorsa, attraverso processi di trattamento che consentano di ottenere materiali da utilizzare in altri cicli produttivi : in questo modo viene superata anche l’ipotesi di realizzare un impianto finale di incenerimento come soluzione terminale. Il documento, di Regione Liguria, con la collaborazione del Consorzio Ticass, gestore del Polo tecnologico regionale energia ambiente, è improntato al rispetto della gerarchia comunitaria di gestione dei rifiuti: produrne di meno, con azioni di prevenzione quali ad esempio il compostaggio domestico o l’uso dell’acqua del rubinetto, incrementare il riciclaggio attraverso azioni più efficaci di intercettazione dei rifiuti differenziati, e sostituire le discariche con sistemi di trattamento che consentano in primo luogo il recupero di materia, come il compost della frazione umida differenziata, e quindi quello di energia, tramite la produzione del combustibile solido secondario, che può essere veicolato ed utilizzato in conformità alla specifica normativa nazionale”.

Il Piano, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani indica obiettivi quantificati per la riduzione, che al 2020 dovrà diminuire del 6% rispetto al dato 2012, e per la raccolta differenziata, oggi al 32%, che dovrà raggiungere il 50% al 2016 ed il 65% al 2020. “Ma è importante il passaggio che considera la raccolta differenziata uno strumento per un effettivo riciclaggio e recupero, ovvero l’obiettivo che l’Unione Europea ci richiede – continua l’Assessore Briano- per questo ci siamo concentrati a esaminare le filiere del recupero dei singoli materiali per verificare rese e destinazioni della differenziata, ed individuare anche possibili percorsi di sviluppo produttivo basati sul riciclaggio nell’ottica della green economy”.

Il sistema di impianti viene articolato su poli provinciali che dovranno comprendere sia impianti di trattamento anaerobico della frazione umida per ricavare biogas da valorizzare energeticamente e quindi stabilizzare il prodotto per ottenere compost di qualità, sia trattamenti per il rifiuto indifferenziato, che subirà una selezione e raffinazione per ottenere il combustibile solido secondario da collocare sul mercato industriale. In discarica dovrà andare solo la frazione inerte del ciclo, con un salto cruciale dalle attuali circa 500.000 tonnellate a poco più di 100.000 della situazione a regime.