Pippo Baudo: spunta una presunta candidatura con l’estrema destra a Sanremo

di Sergio Bagnoli – Sicuramente i destini di Giuseppe Raimondo Vittorio Pippo BaudoBaudo, in arte più semplicemente Pippo Baudo, e Sanremo sono indissolubilmente legati dal momento che il presentatore e uomo di spettacolo siciliano, vera e propria icona Rai, per ben tredici volte nella “Città dei Fiori” ha presentato il Festival della Canzone Italiana di cui è stato, ancor più di Mike Buongiorno, il volto immarcescibile.

Di qua, però, a pensare che possa, come vaticina l’estrema destra sanremese, accettare la candidatura a Sindaco della città in nome e per conto dagli eredi dichiarati dei legionari repubblichini, cui si ispirano gli appartenenti a Legio Matuzia, francamente sembra un passo un po’ troppo azzardato. Non è difatti un mistero che il presentatore catanese nutra da sempre una profonda simpatia per i movimenti politici del centro cattolico dal momento che la sua preferenza politica, probabilmente per una vita, si è indirizzata verso la Democrazia Cristiana.

Nel 2001, infatti, assieme all’allora consorte, il soprano Katia Ricciarelli, Pippo Baudo tentò l’avventura in politica nella Democrazia Europea che al partito dominante la scena politica italiana durante la prima repubblica si rifaceva. Quel movimento politico era guidato dal palermitano Sergio D’Antoni già segretario generale nazionale della Cisl, sindacato, a torto od a ragione, per lungo tempo considerato collaterale alla Dc. Non riuscì ad ottenere il quorum per essere eletto in Parlamento e, dunque, ritornò a fare quello che sempre aveva fatto: l’uomo di spettacolo.

Non solo quella volta però si lasciò scappare la sua grande simpatia per l’avventura democristiana: un’altra volta a Padova, in occasione della presentazione del libro “Muoia Sansone ma non i dorotei – L’Italia degli irrottamabili” scritto dal giornalista Giuliano Ramazzina ed edito da Marcianum Press, affermò testualmente: “Il doroteismo fa parte del carattere degli italiani ma conteneva anche valori positivi come il concetto base di associazionismo che faceva sentire la cosa pubblica veramente una cosa di tutti. Non come oggi che con le liste bloccate non sai mai chi voti. Questo bisogna recuperare dal doroteismo: la vera rappresentatività”, lasciando così trasparire la sua non dissimulata simpatia per la corrente di centro dell’allora Democrazia Cristiana, quella che faceva capo, per intendersi, negli anni settanta del secolo passato all’ex Primo Ministro, originario del Veneto, Mariano Rumor.

Oggi è invece il Presidente della nostalgica “Legio Matuzia” Massimo Cascio a preconizzare la presentazione, da parte dei movimenti della destra neo- fascista matuziana, di Pippo Baudo quale candidato Sindaco della città. La candidatura viene presentata come una necessità per depurare la politica della maggiore città dell’estremo Ponente ligure da alcuni suoi difetti congeniti quali la litigiosità estrema. “Come durante il fulgido periodo dell’età comunale i singoli Comuni italiani affidavano le proprie sorti ad un Podestà forestiero, afferma Legio Matuzia, così oggi è giunto il momento di candidare alla massima carica cittadina di Sanremo un esterno che in città non vive ma che per molto tempo l’ha frequentata e profondamente conosciuta cioè Pippo Baudo che rappresenta la storia vivente della massima manifestazione sanremese e cioè il Festival della Canzone italiana”.

Secondo Legio Matuzia è stato Pippo Baudo, durante i magnifici anni ottanta del secolo passato, a far circolare il nome di Sanremo in tutto il mondo e, quindi, oggi è giusto che i matuziani, di fronte a quello che i “legionari” sanremesi indicano come il fallimento dei tanti Primi Cittadini dell’antica Matuzia che hanno ricoperto la carica negli ultimi tempi, ritornino ad affidarsi a lui per risollevare le sorti della “perla” dell’estremo Ponente ligure oggi attanagliata da una drammatica crisi economica e d’immagine. Chissà cosa ne pensa Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo da Militello in quel di Catania.